Acciai Speciali Terni sta procedendo, in questi giorni, alla trasformazione di una parte di contratti interinali in essere all’interno del sito attraverso lo staff-leasing, che rappresenta, a nostro avviso, la ‘stabilizzazione del precariato’. Ma c’è un ulteriore problema: a fronte di 38 contratti in somministrazione prossimi alla scadenza, 37 saranno trasformati, mentre soltanto uno, quello di una lavoratrice, no.

Appare quanto meno singolare questa scelta, dopo 44 mesi di lavoro in cui ogni lavoratore e ogni lavoratrice è stato valutato oggettivamente per le proprie capacità. É incomprensibile – sostiene la Rsu Fiom – come una sola unità non sia stata inserita nei nuovi contratti. Ci sembra una oggettiva ingiustizia: è evidente come Ast adotti procedure e modalità diverse nei confronti delle maestranze in funzione di criteri non ben definiti.

I delegati Rsu Fiom di Acciai Speciali Terni condividono quanto sostenuto dalla Cgil, che ha sempre ritenuto fondamentale promuovere l’occupazione femminile, soprattutto in un territorio connotato da una forte presenza dell’industria manifatturiera. A Terni abbiamo bisogno di una pluralità di strumenti per favorire il lavoro delle donne, soprattutto nel tessuto produttivo industriale, dove manca ancora una cultura radicata di pari opportunità.

Riteniamo – conclude la Rsu Fiom – che laddove sussistono le condizioni per valorizzare il lavoro femminile, queste andrebbero colte da parte delle aziende e capitalizzate, per garantire condizioni di reale uguaglianza.