“L’attacco dell’azienda Sangemini al nostro delegato sindacale ha dell’incredibile”. È dura la reazione della Flai Cgil Umbria all’azione disciplinare messa in atto dall’azienda di acque minerali nei confronti di un rappresentante della Rsu reo, secondo l’azienda, di aver procurato presunti “danni all’immagine dell’azienda” affiggendo nella bacheca sindacale un volantino.

“In quel comunicato – spiega la Flai Cgil dell’Umbria – si evidenziava semplicemente la mancanza di un prodotto in magazzino, che rischiava di rallentare le produzioni, anziché incrementarle come da tutti auspicato, e si richiamava l’attenzione sui temi della sicurezza, argomento che per la Cgil è sempre al primo posto”.

“Questo ha evidentemente infastidito i vertici del gruppo Ami – continua la Flai – che ha presentato una formale contestazione al lavoratore, sanzionandolo, nonostante la nostra memoria difensiva. Ma al di là della sanzione – prosegue il sindacato – il vero nodo della questione è l’attacco frontale che i vertici di questa azienda hanno lanciato contro la nostra sigla sindacale, attraverso il nostro delegato. Attacco che arriva poco dopo le elezioni in fabbrica, che, malgrado tutto e tutti, hanno visto la nostra sigla confermarsi forza di rappresentanza importante in questa fabbrica”.

Per la Flai, dunque, siamo in presenza di “palesi violazioni” dello Statuto dei Lavoratori (legge 300): dall’articolo 1 (libertà e dignità del lavoratore), all’articolo 14 (diritto di associazione e di attività sindacale), fino all’articolo 25 (diritto di affissione). “È evidente che il Gruppo Ami ha assunto comportamenti diretti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà e della attività sindacale – commenta Michele Greco, segretario generale della Flai Cgil dell’Umbria – Comportamenti tali da contemplare il nostro ricorso all’articolo 28 del già citato Statuto dei lavoratori, per una evidente condotta antisindacale”.

“Di certo – aggiunge Greco – non è una bella pagina per il gruppo dirigente della Sangemini, da poco confluita nella Ami del signor Massimo Pessina. Un gruppo che possiede i nostri marchi umbri di eccellenza, ma che poi, in Umbria, mette in atto questi comportamenti, rovinando, in questo caso sì, l’immagine e la storia di un’azienda come Sangemini, che si è sempre occupata del territorio e che si è sempre distinta per un alto livello di relazioni sindacali, come si è dimostrato da ultimo con l’accordo di pochi mesi fa”.

Infine, la Flai Cgil coglie l’occasione per “ringraziare per i tanti attestati di solidarietà e vicinanza ricevuti”, da quelli degli altri sindacati, Fai Cisl e Uila Uil, a quelli dei colleghi e delle colleghe del gruppo Ami, dalla Basilicata, al Veneto, all’Emilia Romagna, alla Lombardia. “Speriamo – conclude la Flai Cgil – che anche le istituzioni, sempre attente alle vicende dei lavoratori della Sangemini, confermino, soprattutto in questo momento, la loro solidarietà e vicinanza. Altrimenti, davvero qualcuno potrebbe pensare che il loro impegno avesse secondi fini”.