C’è “grande preoccupazione” da parte delle OO.SS. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil rispetto alle condizioni e “all’assenza di una politica vera di rilancio” di Farmacia Terni, l’azienda farmaceutica comunale ternana, anche in vista dell’assemblea dei soci prevista il 13 febbraio.

Secondo una nota dei sindacati, la società ha bisogno di “investimenti con maggiori servizi e occupazione”, in controtendenza con la politica degli ultimi anni che – a detta delle tre sigle – avrebbe favorito “il sistema delle farmacie private, a scapito di quelle pubbliche”.

In particolare Filcams, Fisascat e Uiltucs rimarcano la mancata proroga dei contratti a termine entro il 31 ottobre che “ha, nei fatti, ridimensionato le attività complementari alla semplice intermediazione del farmaco, che non si stanno espletando, compromettendo ulteriormente il fatturato dell’azienda”.

Un altro problema evidenziato è legato agli orari obbligatori (aperture dalle 13 alle 16, nei festivi e notturno) “che non sono più garantiti con le stesse modalità con cui erano programmati con gli 8 farmacisti con contratto a tempo determinato”.

Le organizzazioni sindacali chiedono dunque di “rendere evidenti le possibili strategie e politiche, per sostenere pienamente il rilancio di Farmacia Terni, superando l’attuale fase di indeterminatezza sia sul versante dei servizi che delle lavoratrici e dei lavoratori.

La difficoltà in cui versa oggi l’azienda – concludono – richiede una scelta netta, che si deve compiere nel confrontotra l’ azienda stessa e l’amministrazione comunale, al fine di interrompere il rimpallo delle responsabilità tra un soggetto e l’altro e perseguire l’ obiettivo di una piena valorizzazione di Farmacia Terni”.