“Noi saremo a Roma alla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil del 9 febbraio non perché siamo contro il Governo, ma perché siamo un sindacato partecipativo. In piazza della Repubblica porteremo le nostre proposte al Governo, ci saremo anche con le vertenze del territorio”. Con questo messaggio Angelo Manzotti, coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Cisl Terni-Orvieto, apre l’assemblea dei lavoratori e pensionati a Terni. “In 5 anni – spiega il sindacalista- in Umbria si è creato un buco di oltre 19 mila persone e la situazione regionale tende a deteriorarsi. In questo lasso di tempo, il calo del numero dei giovani (25-40 anni) nella nostra regione è stato del 10,4 per cento. Dato, questo -precisa- più alto rispetto a centro Italia e superiore alla media nazionale”.

Manzotti è consapevole che molte sono le sfide nazionali, regionali e territoriali che il sindacato si trova di fronte. “Il mondo del lavoro è in forte trasformazione e vede la nostra organizzazione protagonista del cambiamento. Il nostro impegno deve essere finalizzato a restituire centralità alla questione del lavoro. Per questo bisogna puntare sulla formazione, che trova nella bilateralita’ uno dei suoi cardini. In questo modo potremo fronteggiare la rivoluzione tecnologica”.

L’incontro di questa mattina, presieduto da Emiliano Fabri della Fisascat Cisl Umbria, è stato concluso dal segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli: “Finalmente la Regione dell’Umbria ha rimesso al centro il tema del lavoro, priorità sostenuta da sempre dalla Cisl. E rispetto alla mancanza di prospettiva nazionale, saremo a Roma con lo slogan #futuroallavoro”. Durante il dibattito è emersa la preoccupazione sulla questione ambientale del territorio. “A Terni – ha sottolineato il segretario – serve un Piano d’azione condiviso da tutti gli attori. Non possiamo occuparci di ambiente facendo autopsie. Chiediamo ai medici di curare il paziente finché è in vita”.