C’è ancora “insoddisfazione”, da parte dei sindacati di categoria di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb in merito al piano industriale presentato da Acciai speciali Terni: è quanto emerso nel corso del secondo incontro, che si è svolto nel pomeriggio di oggi a Roma, per proseguire la discussione sul piano stesso.

Quest’ultimo – come illustrato nel precedente incontro – attraverso un’ottimizzazione delle linee di produzione prevede una riduzione della forza lavoro (a 2.300 dipendenti) e nei volumi produttivi, che dovrebbero attestarsi sulle 940 mila tonnellate annue.

“Purtroppo – si legge in una nota delle sei sigle – registriamo ancora ad oggi, come organizzazioni sindacali, un approccio non pienamente condivisibile in merito agli impegni che la multinazionale vuole assumere su Terni nei prossimi due anni”.

E’ stato programmato un ulteriore incontro per il 20 dicembre, che avrà come obiettivo quello “di concretizzare e certificare gli avanzamenti” richiesti dai sindacati. “Auspichiamo – si legge ancora nella nota – che l’incontro in programma possa essere l’appuntamento attraverso il quale si possa giungere ad una condivisione degli obiettivi e degli impegni. Come organizzazioni sindacali abbiamo già fatto presente all’azienda che comunque il passaggio definitivo di certificazione e coinvolgimento dovrà essere svolto in sede governativa”.

I dettagli di quanto discusso saranno illustrati ai lavoratori nelle assemblee in programma a partire da lunedì prossimo.

Al termine dell’incontro l’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, ha inoltre informato le segreterie territoriali e la rsu del valore raggiunto sul premio di risultato che complessivamente corrisponde ad un valore per il 2017-2018 di 532 euro. Pertanto sul cedolino del 10 dicembre ci saranno i 292 euro di conguaglio.