Si prospetta una fermata impianti lunga all’Ast di Terni per la fine dell’anno, a causa di uno scarico produttivo legato anche all’introduzione dei dazi da parte degli Usa. A comunicarlo alle rsu è stata – oggi – la direzione del personale nel corso di incontro che si è svolto in azienda.

In particolare nell’area Acciaieria, una delle due linee fermerà per oltre due settimane, dal 22 dicembre al 7 gennaio, mentre l’altra per una decina di giorni, dal 24 dicembre al 3 gennaio.

Il laminatoio a caldo non lavorerà invece dal 23 dicembre al 3 gennaio, mentre i reparti Pix 1 e Pix 2 e il Centro di finitura dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio.

Nel corso del confronto, l’azienda ha comunicato la volontà di avviare, già da domani, la procedura di apertura della cassa integrazione guadagni ordinaria.

Le cause del lungo stop sarebbero state motivate con le problematiche di mercato dovute all’introduzione dei dazi sull’acciaio da parte degli Stati Uniti, introduzione che ha provocato un surplus di prodotto proveniente dall’Asia, penalizzando i produttori europei.

Una situazione, questa, in merito alla quale nei giorni scorsi aveva esternato le proprie preoccupazioni anche l’ad dell’acciaieria, Massimiliano Burelli.

“Le rsu – si legge in una nota diffusa dopo l’incontro – nel prendere atto di quanto dichiarato dalla direzione aziendale, prima di esprimere una valutazione complessiva, si sono riservate di fare nelle sedi opportune tutti gli approfondimenti del caso”.