Il piano industriale presentato ieri dall’Ast di Terni evidenzia “una profonda incoerenza tra quanto si dichiara e quanto si mette in campo”, poiché “le linee guida prevedono, nel biennio prossimo, volumi inferiori al milione di tonnellate annue, un assetto alla fine del 2020 di 2.300 occupati ma, soprattutto, investimenti esigui per un’azienda che intende giocare un ruolo decisivo tra i player del mercato dell’inox”. A dirlo sono Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom, e Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom di Terni, a seguito dell’incontro che si è svolto ieri a Roma tra il managment dell’acciaieria e i sindacati.

“Emerge con forza – continuano i due sindacalisti – una situazione che sembra di ‘galleggiamento’ anche a fronte dell’assenza di progetti commerciali e iniziative industriali che provano ad andare nella direzione opposta di quanto determinato fino ad oggi. Segnali preoccupanti che rappresentano, a nostro avviso, una scelta precisa di ThyssenKrupp. Scelta non condivisibile che rischia di indebolire ulteriormente il sito di Terni invece di potenziarlo e rilanciarlo”.

Per questo la Fiom invita l’azienda, nel prossimo incontro programmato per il 30 novembre, “a modificare in modo sostanziale l’impostazione proposta”. “È evidente – concludono Rappa e Cipolla – che rimane fondamentale, dopo gli incontri programmati, il passaggio decisivo al ministero perché il futuro di Ast non può essere deciso in qualche stanza di un albergo romano ma con impegni precisi che ThyssenKrupp dovrà assumersi di fronte al governo italiano”.

Sulla vicenda intervengono anche il segretario Fim Cisl Terni, Simone Liti, e il coordinatore nazionale Fim Cisl gruppo ThyssenKrupp, Raffaele Apetino. “E’ indispensabile – dicono i due sindacalisti – che nell’incontro del 30 novembre prossimo sul piano industriale nella fase di negoziato “si facciano significativi passi in avanti nella definizione dei contenuti e che si possa collocare Ast in un percorso di consolidamento e sviluppo visto anche gli utili prodotti in questi anni”.

“Ci siamo trovati di fronte all’illustrazione da parte dell’ad Burelli – spiegano – di una serie di linee guida generiche rispetto al sito, senza un preciso piano industriale, ma con un calo dei volumi produttivi e degli investimenti e dell’occupazione. Questo atteggiamento e la mancanza di chiarezza non fa altro che alimentare un clima di incertezza per i lavoratori e il futuro del sito che si aspettano risposte certe e soprattutto chiarezza rispetto all’occupazione”.

Per la Fim, secondo la quale anche il Governo deve fare la sua parte, “a fronte di una ritrovata strategicità all’interno della Thyssenkrupp, Ast deve essere chiara rispetto alle intenzioni e presentarsi a questi appuntamenti con un progetto che sia seguito da investimenti sugli impianti e sul personale in modo da poter reggere la sfida globale in un settore sempre più competitivo”. All’attuale management viene chiesto “un atto di responsabilità nei confronti dei lavoratori” e “risposte concrete nell’avvio della discussione sulla piattaforma integrativa”.