I lavoratori dello stabilimento Sangemini hanno approvato – a larga maggioranza – l’ipotesi di accordo sottoscritta nei giorni scorsi, in Regione, tra le organizzazioni sindacali e l’azienda. Il via libera è avvenuto durante l’assemblea delle maestranze. L’atto – spiegano i sindacati Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e le rsu di fabbrica, può quindi essere ratificato.

In una propria nota unitaria, le organizzazioni sindacali sottolineano come i preoccupati lavoratori della Sangemini “chiedano e ribadiscano, però, la necessità, vista l’importanza dell’intesa raggiunta, che le parti firmatarie, sindacati, Rsu e Regione, vigilino sull’intero percorso, intervenendo qualora le condizioni dell’accordo non siano rispettate anche solo in parte, al fine della salvaguardia occupazionale, degli investimenti futuri e del rilancio dei marchi.

Nell’ambito dell’accordo l’azienda ha predisposto un piano di sviluppo industriale fino al 2021, impegnandosi a salvaguardare i posti di lavoro fino al 2024. Chiesta l’apertura della cassa integrazione straordinaria, a decorrere dal primo gennaio prossimo. L’utilizzo massimo previsto nel biennio 2019/2020 è di 16 mesi per 5 giorni massimi ad personam mensili. Predisposto anche un piano sociale per fuoriuscite volontarie incentivate, per un massimo di 65 mila euro.