Due ore di sciopero a fine turno, per la giornata di domani, e la prosecuzione dello stato di agitazione: a proclamarli sono stati Flai, Fai e Uila e dalle rsu di sito di Sangemini e Amerino dopo l’annuncio, da parte dell’azienda, dell’apertura della procedura di cassa integrazione straordinaria per i lavoratori.

Le organizzazioni sindacali definiscono “provocatorio” l’atteggiamento della direzione aziendale, “che prende come pretesto la rottura del tavolo delle trattative, avvenuta ieri, per agire in modo unilaterale”.

“Ricordiamo a tutti i soggetti coinvolti – si legge in una nota unitaria – che a rompere il tavolo non è stato il sindacato, bensì l’azienda con una totale chiusura ad entrare nel merito del piano sociale e della trattativa sull’utilizzo e la scelta dell’ammortizzatore sociale conservativo”.

I sindacati sottolineano che “i lavoratori della Sangemini non possono pagare il piano di sviluppo e i mancati investimenti previsti nel precedente accordo, avvenuto al momento dell’acquisizione del gruppo Norda nel 2014. Serve – concludono – un grande senso di responsabilità da parte dell’azienda, affinché vi sia una ripresa delle trattative e un percorso condiviso”.

Stamani intanto le organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro in Regione.