Dovranno essere presentate entro il prossimo 12 ottobre, le domande per accedere ai contributi previsti per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo in favore degli alunni meno abbienti delle scuole dell’obbligo e secondarie superiori.
Questo quanto stabilito dalla Giunta regionale che, su proposta dell’assessore all’istruzione Antonio Bartolini ha approvato criteri e modalità per la concessione dei contributi agli studenti, residenti in Umbria, delle scuole secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie, appartenenti a famiglie il cui Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) rientra nella soglia di 10.632,94 euro.
“La Regione – ha spiegato l’assessore Bartolini – metterà a disposizione circa 1milione e 100mila euro che saranno ripartiti tra i comuni di residenza degli studenti aventi diritto. Abbiamo infatti incaricato i Comuni ad accogliere le domande prodotte dai propri residenti, sull’apposito modello predisposto, sia per gli alunni frequentanti scuole ricadenti sullo stesso territorio comunale e in comuni vicini, sia per quelli frequentanti scuole fuori regione.
I singoli Comuni valutano l’ammissibilità delle domande, in base ai requisiti previsti dalla legge, con verifica, per i casi di frequenza extra-regionale della non sovrapposizione del beneficio.
Le domande potranno essere compilate da uno dei genitori o da chi rappresenta il minore oppure dallo stesso studente se maggiorenne e ai fini dell’acquisizione delle domande il Comune potra’ avvalersi della collaborazione delle Scuole.
Gli studenti residenti in Umbria che frequentano scuole localizzate in un’altra Regione – ha proseguito Bartolini – possono richiedere il contributo al proprio comune di residenza oppure, solo qualora la Regione in cui si trova la scuola applichi il criterio della frequenza, possono richiedere al comune ove si trova la scuola frequentata. In ogni caso ovviamente il contribuito delle due Regioni non potrà essere cumulato”.
Ma c’e’ anche chi, pur avendo diritto ad accedere alla scuola pubblica, non ha la residenza nella regione e “proprio per garantire la piena fruizione del diritto allo studio – ha sottolineato l’assessore -, gli studenti immigrati privi di residenza verranno considerati residenti nel comune in cui sono domiciliati.”
I Comuni, entro il 5 novembre, dovranno trasmettere alla Regione la comunicazione del numero delle richieste accolte, suddivise in due categorie: quelle della scuola secondaria di primo grado e del primo e secondo anno della secondaria di secondo grado e l’altra per le domande degli studenti che frequentano la secondaria di secondo grado dal terzo anno in poi.
In base a queste comunicazioni, la Regione potrà approvare il piano regionale di riparto delle risorse tra i vari comuni. La misura massima del contributo erogabile per ciascuna domanda sarà poi determinata dal Comune in base al costo della dotazione libraria adottata dalla classe frequentata dallo studente”.