Parco di vocabolo Valle, bando di gara internazionale per il riciclo delle scorie, inquinamento dell’aria: sono alcune delle tematiche affrontate durante un incontro tra il neo assessore all’Ambiente del Comune di Terni, Benedetta Salvati, e i vertici di Ast, programmato per illustrare all’amministrazione i progetti che l’azienda sta dedicando alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.

La riunione – spiega l’acciaieria in una nota – è stata l’occasione per avviare un dialogo per una collaborazione forte a tutela del territorio. In merito al primo punto, che riguarda le opere di riqualificazione ambientale e il recupero del verde in uno dei settori del parco scorie dello stabilimento, l’azienda ha annunciato che è iniziata l’operazione di ‘capping’. Ast lavorerà seguendo le logiche del progetto presentato da Andreas Kipar, architetto e paesaggista di fama internazionale, che prevede un importante utilizzo di essenze arboree ed arbustive e le relative modalità di irrigazione. Si prevede che le piante e gli alberi completeranno il loro processo naturale di ricomposizione dell’ambiente in circa trent’anni, ma già allo scadere del primo anno la zona tornerà a ricomporre il tessuto verde dell’area circostante la cascata delle Marmore.

Nel frattempo una “significativa riduzione” dei conferimenti presso il parco scorie è stata resa possibile grazie al progetto di utilizzo delle macerie refrattarie, provenienti dalla demolizione periodica dei rivestimenti che si applicano nei contenitori destinati alla fabbricazione dell’acciaio nella sua forma liquida, a parziale sostituzione della calce normalmente utilizzata nel processo produttivo, anche questa ridotta nel consumo.

Per ridurre ulteriormente l’impatto delle proprie lavorazioni sulla qualità dell’aria, Ast è inoltre in procinto di avviare un progetto triennale che ha l’obiettivo di individuare il proprio contributo emissivo rispetto alle altre fonti inquinanti cittadine: lo studio partirà dai dati raccolti e dalle verifiche fatte dall’Arpa nel corso di questi ultimi anni e svilupperà ulteriori attività di monitoraggio e ricerca, grazie alla collaborazione di esperti universitari nternazionali.

Per quanto riguarda invece il problema della ricaduta delle polveri nel quartiere Prisciano, le attività effettuate nel corso degli ultimi anni dal punto di vista impiantistico e gestionale – ha spiegato sempre l’azienda – hanno determinato una riduzione quantitativa del fenomeno, “senza ottenere però una soluzione definitiva e soddisfacente”. Per questo, Ast ha chiesto alle società partecipanti alla gara internazionale per il recupero delle scorie di non limitarsi all’attività di recupero attraverso la produzione di aggregati commerciabili, ma di formulare proposte che intervengano su tutte le fasi del processo delle scorie, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la produzione e la diffusione delle polveri, modificando la logistica o le modalità di raffreddamento delle scorie.

“La responsabilità di Ast nei confronti delle tematiche ambientali – si legge nella nota – proseguirà con la pubblicazione del primo Report di Sostenibilità entro la fine dell’anno. Uno strumento destinato a rappresentare uno spartiacque nel rapporto tra fabbrica e territorio, un importante benchmark nel campo siderurgico italiano: il primo Report di Sostenibilità per un’azienda del settore”.