I licenziamenti collettivi avviati dalla Cmt di Terni “sono irricevibili, su questo nessuno intende scendere a compromessi”: a dirlo sono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, dopo il mancato accordo con la cooperativa di trasporti in merito all’apertura della procedura, che coinvolge sei lavoratori-soci, quattro della struttura amministrativa e due della struttura tecnica.

L’argomento è stato al centro di una conferenza stampa, tenuta dalle organizzazioni sindacali di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti presso la sede della camera del lavoro ternana. Dopo una serie di riunioni, svolte alla presenza della Regione Umbria, le organizzazioni sindacali hanno ritenuto insufficienti le proposte presentate dalla cooperativa Cmt ai tavoli degli incontri.

Secondo i tre sindacati il criterio applicato dalla cooperativa nell’intera operazione è “discriminatorio”, il tutto in un contesto “di totale assenza di problemi economici imminenti per l’azienda, con i conti della società in ordine che delineano un quadro più che positivo”. “Pertanto – continuano i sindacati – non si comprende proprio il motivo per cui la Cmt abbia deciso di progettare l’ esternalizzazione di servizi indispensabili attivando una procedura di licenziamento collettivo”.

Per Filt, Fit e Uiltrasporti, inoltre, la procedura genererà “difficoltà anche serie non solo alle sei famiglie direttamente coinvolte, ma potenzialmente anche a un centinaio di lavoratori che vi lavorano”. Le sigle hanno quindi scritto al prefetto, al commissario straordinario del Comune e all’azienda per assicurare ai lavoratori della cooperativa “di avere la giusta retribuzione”, dopo la crisi di liquidità comunicata dall’azienda che metterebbe a repentaglio il pagamento delle mensilità future. “Resta oltremodo grave – concludono – l’atteggiamento della cooperativa Cmt, che non ha voluto trovare soluzioni alternative agli esuberi né ha inteso valutare come poterne azzerare almeno il costo sociale, come invece indicato dalle norme e proposto dalle stesse organizzazioni sindacali nel rispetto dei soci-lavoratori, ai quali va riconosciuta grande responsabilità”.