Dopo gli oltre 2 milioni di euro già stanziati grazie ai primi quattro avvisi del 2018, la Fondazione Carit mette ora a disposizione del territorio, altri 480 mila euro in due settori istituzionali della propria attività: il volontariato e i beni culturali. A tanto, infatti, ammonta l’importo complessivo dei due nuovi bandi approvati dal consiglio di amministrazione e presentati oggi, mercoledì 30 maggio, nella sede di palazzo Montani Leoni. All’iniziativa sono intervenuti il vice presidente della Fondazione, Ulrico Dragoni, il vice segretario, Anna Ciccarelli, e il consulente tecnico, Giorgio Sordelli.

Il primo è il Bando 5/2018 ‘Welfare di comunità’, che prevede uno stanziamento di 280 mila euro; l’altro è invece strutturato sotto forma di Call for proposal e riguarda il ‘Restauro beni storico artistici’, per un importo di 200 mila euro.

Nello specifico, il bando ‘Welfare di comunità’ è rivolto alle organizzazioni senza scopo di lucro del territorio attive nell’assistenza di soggetti fragili, con l’obiettivo di realizzare azioni a sostegno di coloro che vivono pesanti situazioni di povertà e hanno necessità di supporti concreti.

I progetti, uno per ogni organizzazione partecipante e della durata di un anno, dovranno riguardare una delle tre aree di intervento:

1. Emergenza alimentare, alloggiativa e finanziaria delle fasce di popolazione particolarmente colpite dalla crisi economica in atto.

2. Azioni volte ad incentivare servizi di prossimità a sostegno degli anziani soli o delle famiglie che si fanno carico degli anziani.

3. Interventi di carattere socio-sanitario a favore di persone fragili.

Le domande relative ai progetti dovranno pervenire entro e non oltre le ore 13 del 31 agosto 2018, esclusivamente attraverso la procedura Rol, il sistema adottato da tutte le Fondazioni bancarie italiane che consente l’accreditamento sul portale (una sola volta) e poi la presentazione della domanda e la rendicontazione online.

 Avrà lo stesso termine di scadenza anche il bando la Call for proposal ‘Restauro beni storico artistici’, pubblicata dalla Fondazione per raccogliere le istanze relative agli interventi di restauro di beni vincolati del territorio, in modo da poterne selezionare alcune meritevoli e prioritarie.

Lo scopo di tale call – una procedura innovativa, sperimentata per la prima volta dalla Fondazione – è quello di poter beneficiare dell’Art bonus che consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano.

Le proposte dovranno essere presentate, infatti, dagli enti pubblici e dalle diocesi del territorio di intervento della Fondazione proprietari di beni vincolati di interesse storico, artistico e archeologico. I progetti ammissibili saranno valutati da un’apposita commissione nominata dal Consiglio di Amministrazione dell’ente, che si potrà eventualmente avvalere di specifiche competenze nel settore. Sarà poi la stessa Fondazione Carit a curare e gestire direttamente l’intervento di restauro.

 I due bandi, già online dal 24 maggio, sono stati redatti in coerenza con quanto previsto dal Documento programmatico previsionale 2018 e rientrano nel Programma pluriennale di attività 2018-2020. Otto in tutto i bandi previsti nell’anno in corso..