Ci sono nuove possibili prospettive in merito al contestato appalto semestrale con cui il Comune di Terni ha affidato – alla fine del 2017 – i lavori di pulizie con la procedura del massimo ribasso. Una gestione del servizio da tempo al centro di numerose polemiche che hanno dato luogo anche a proteste dei dipendenti della ditta, che da circa un anno vivono (si fa per dire) con una retribuzione di appena 170 euro al mese. La delicata vicenda è stata al centro di una conferenza stampa unitaria, svolta presso la sede ternana della Cgil, nella quale le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uila Uil hanno inteso illustrare gli ulteriori sviluppi ed il percorso che sarà intrapreso da qui in avanti.

La situazione va stancamente avanti con l’appalto che si rinnova di sei mesi in sei mesi, sempre al massimo ribasso e in spregio al codice degli appalti. Per i lavoratori, oltrechè sullo stipendio, tutto ciò si ripercuote anche su pensioni, tfr ed eventuali ammortizzatori sociali.

La prossima scadenza è fissata a fine giugno e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uila Uil chiedono che per il successivo capitolato di appalto vengano inserite le tabelle dell’Anac, fondamentali perché utilizzate come parametro da alcuni Tribunali Amministrativi Regionali nella valutazione degli appalti pubblici, ossia per capire se un’offerta è congrua oppure no. I sindacati hanno avuto un incontro con il commissario straordinario del Comune di Terni, Antonino Cufalo, che si è detto disponibile a rivedere i criteri di assegnazione dell’appalto per le pulizie. Ma in assenza di nuovi contatti, i rappresentanti dei sindacati torneranno alla carica per sollecitare nuovi tavoli di confronto.