Anche se ancora debole, l’economia nel territorio ternano appare in ripresa. A dirlo sono i dati, riferiti al primo semestre 2017, dell’Osservatorio provinciale istituito dalla prefettura di Terni, che ha registrato segnali di crescita più marcati rispetto all’anno precedente, nonostante le difficoltà persistenti. In particolare, per quanto riguarda il mondo delle imprese, si assiste a una flessione del numero delle aziende attive iscritte nei registri dell’ ente camerale (-4,1%, rispetto al -1,4% dell’ Umbria e al -0,1% dell’ Italia), dovuta principalmente a operazioni di allineamento dell’archivio che hanno comportato numerose cancellazioni d’ufficio. Tra i vari settori si registra una crescita delle attività imprenditoriali nei settori dei servizi alla persona (+6,4%), mentre sono ancora in calo le unità produttive della manifattura (-5,2%) e delle costruzioni (-8,8%).

Per quanto riguarda il commercio con l’estero, il primo semestre del 2017 segna una ripresa sia delle importazioni (+16,9%) che delle esportazioni (+15,9%). Anche l’occupazione mostra un andamento positivo grazie all’incremento degli avviamenti al lavoro attivati presso i Centri per l’impiego (+8,1%), mentre il ricorso alla cassa integrazione guadagni registra una diminuzione delle ore autorizzate (-0,6%), soprattutto per quanto concerne gli interventi autorizzativi di cassa in deroga (-47,1%), ma anche, in forma minore, per quelli attinenti alla cassa straordinaria (-11,1%). Con riferimento al credito, continuano a crescere i finanziamenti a favore delle imprese (+2,2%) e delle famiglie (+1,9%) anche se la qualità dello stesso presenta un livello di criticità crescente.

E’ diminuito invece, sia come consistenza che come valore, il numero dei protesti (-29,4%). Indicazioni negative provengono, infine, dal settore turistico dove, nelle strutture ricettive, si prolunga la riduzione dei flussi di clienti italiani e stranieri già manifestatasi nella seconda metà del 2016: gli arrivi e le presenze nelle strutture ricettive della provincia di Terni sono diminuiti, rispettivamente, dell’11,1 per cento e del 13,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.