Illustrate questa mattina, presso la sede del Vescovado di Terni, le attività svolte nel 2017 dalla Caritas diocesana – Associazione di volontariato San Martino. Presenti il vescovo di Terni-Narni-Amelia Mons. Giuseppe Piemontese, il direttore della Caritas diocesana Ideale Piantoni ed il presidente dell’associazione di volontariato San Martino, Francesco Venturini.

Le persone che si sono rivolte alle strutture della Caritas sono state 6.320. I servizi offerti sono stati molteplici: 36000 pasti distribuiti alla mensa San Valentino; 124.916 pezzi di prodotti alimentari distribuiti dall’Emporio della solidarietà di Terni (in via Vollusiano) e di Amelia-Narni a 1.088 utenti di cui 244 e 96 disabili adulti.

Sono stati distribuiti 15.715 capi di vestiario a 1.186 persone di cui 596 donne e 590 uomini; sono stati effettuati 619 colloqui al Centro di Ascolto (in calo rispetto allo scorso anno), 196 colloqui effettuati nel carcere di Terni; infine 274 persone hanno usufruito del Servizio doccia, 237 uomini e 38 donne, 179 Italiani e 95 stranieri. Per l’emergenza freddo tutti i giorni quattro volontari sono sempre reperibili. Il numero delle persone assistite è di circa 5.

Alla mensa San Valentino, aperta tutti i giorni dalle 17.45 alle 19 (nel periodo invernale anche dalle 8 alle 9 e dalle 12 alle 13) i pasti distribuiti nell’anno sono stati 36.000. Le persone che usufruiscono del servizio quotidiano sono circa 80. Tutti i giorni è garantito un pasto a chiunque abbia necessità di mangiare dai circa 50 volontari che si alternano alla mensa. Le persone che frequentano la mensa e per le quali, nel 2017 è stato possibile effettuare un censimento sono in prevalenza uomini dai 35 ai 64 anni, con presenza di frequentazione al di sopra dei 75 anni di età sia per il genere femminile che maschile.

E’ diminuita la presenza di stranieri e aumentata quella degli italiani persone che hanno visto la loro situazione economica peggiorare, che vivono situazioni di povertà per problemi di occupazione, disagio abitativo, insufficienza o assenza totale di reddito rispetto alle esigenze ordinarie, grave emarginazione (in particolare per i senza fissa dimora), infermità psichiche, indebitamento, situazioni di accattonaggio e sfruttamento, persone separate (soprattutto uomini) o vittime di usura e fallimento. Soggetti, in genere, senza appoggio di amici o parenti. Molti sono anziani soli e persone con problemi di giustizia.

I volontari, dai 18 ai 70 anni, sono studenti di scuola superiore, medici, insegnanti, imprenditori, amministratori, pensionati, mamme, nonne e nipoti, e perfino bisognosi che ripagano il pasto aiutando nella gestione. Durante la distribuzione dei pasti, alcuni volontari sono impiegati nell’ascolto delle persone.

La Mensa riceve un contributo da parte della Fondazione Carit di € 5.000 e della Fondazione Intesa San Paolo di 3.500 euro oltre il contributo della Diocesi di Terni – Narni – Amelia dell’8×1000 per la Carità.