“I risultati conseguiti dall’Usl Umbria 1 testimoniano come la sanità pubblica in Umbria riesca negli anni a garantire a tutti i cittadini i livelli essenziali di assistenza, coniugando governance istituzionale, finanziaria ed organizzativa, con la capacità di innovare, quindi non rinunciando ad una visione strategica per dare nuove risposte ai nuovi bisogni della comunità”: lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo stamani a Perugia, insieme all’assessore alla Salute, Coesione sociale e Welfare, Luca Barberini, all’incontro di presentazione del bilancio dell’Usl Umbria 1.

La presidente nel corso del suo intervento, dopo aver ricordato che nel 2018 ricorrono i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione e i 40 dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale, “che ha contribuito a rendere i cittadini effettivamente uguali”, ha evidenziato che “queste ricorrenze ci dovranno porre l’interrogativo, se l’Umbria ha adempiuto in pieno a questo compito”.

“L’Umbria – ha detto la presidente – in termine di efficienza in sanità ha raggiunto ottimi risultati, pur mantenendo la spesa sanitaria sotto controllo. Ciò trova una chiara dimostrazione nel fatto che la maggioranza dei cittadini umbri si curano nelle strutture regionali e questo – ha aggiunto- è il miglior test”.

E i risultati col segno + raggiunti “sono certificati – spiega la presidente – nel corso delle riunioni dei tavoli nazionali che guardano agli adempimenti delle regioni in modo capillare e con una valutazione attenta di molti parametri”.

Dopo aver ringraziato tutti i dipendenti del Servizio sanitario regionale, che “con gli oltre 12 mila figure professionali è la più grande unità produttiva della regione, impegnata nella cura del bene essenziale, com’è appunto la salute”, la presidente ha detto che “ci aspettano molte sfide per il futuro, tra le quali quella di stare nelle reti aperte della ricerca con le università. Dovremo reggere inoltre la sfida dell’integrazione tra Regioni – ha detto – penso, oltre all’elisoccorso, al 112 tra Umbria e Marche, che ci impone di fare passaggi concreti per gestire insieme un servizio delicato e fondamentale nel sistema della sicurezza e dell’emergenza non solo nazionale”.

“In questo contesto è importante il salto generazionale che vale anche nella sanità, e credo che l’università in dovrà anche ripensare al numero chiuso, visto il salto generazionale ci sta impoverendo di professionalità mediche”.

Da parte sua l’assessore Barberini ha ricordato che la Regione ha avviato il percorso che porterà alla stesura del Piano nuovo sanitario regionale “per il quale – ha detto – chiedo la partecipazione di tutta la comunità e dei professionisti che operano nella sanità. Il Piano punta ad un’innovazione vera e l’ascolto in questa fase – che pensiamo di chiudere nei primi sei mesi del 2018, per poi arrivare all’approvazione entro la fine del prossimo anno – è fondamentale”.