L’Umbria chiude positivamente il 2016 in termini di raccolta differenziata di carta e cartone e, dopo un anno di stallo, inverte la tendenza registrando un segno positivo, +3,7%. Sono quasi 56.800 le tonnellate raccolte dalla regione nel 2016 secondo lo scenario tracciato dal XXII Rapporto Annuale di Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica): il pro capite di raccolta regionale sfiora i 64 kg/ab, nettamente superiore a quello nazionale pari a 53,1 kg/abitante.

Per quel che riguarda le due province, Terni si aggiudica il primo posto con i suoi 64.6 kg/abitante e le oltre 15.000 tonnellate raccolte nel 2016. A Perugia, invece, il primato dei volumi raccolti, pari a 41.783 tonnellate.

“La crescita dell’Umbria nella raccolta differenziata di carta e cartone – ha commentato il Direttore Generale di Comieco, Carlo Montalbetti – è un segnale positivo in linea con il trend generale del Centro Italia che ha segnato +3%. Nel 2016, con le sue 10 convenzioni attive nella Regione, Comieco – ha aggiunto – ha gestito oltre il 22% della quantità totale di carta e cartone raccolte nella regione. L’impegno dei cittadini e delle amministrazioni nel separare e raccogliere correttamente carta e cartone si è tradotto – l’anno scorso – in oltre 1 milione di euro di corrispettivi, da parte del Consorzio, destinati ai Comuni in convenzione”.

Il ritorno a valori positivi dell’Umbria rispecchia perfettamente l’andamento della raccolta di carta e cartone a livello nazionale. Nel 2016 l’Italia ha registrato un aumento del 3,3% per un totale di oltre 3,2 milioni di tonnellate, 102 mila tonnellate in più in un solo anno. Il Paese, con un pro capite di 53,1 kg per abitante, ha mostrato variazioni positive in tutte le tre macro aree: a spingere la ripresa sono sicuramente le regioni del Sud, motrice trainante della raccolta, contribuendo, con un +8,6%, a più della metà della crescita nazionale; riprende la sua corsa anche il Nord che segna un +1,5%; mentre fa ancor di più il Centro con un +3% rispetto al 2015.