Si è svolto ieri a Roma, ieri, l’annuale appuntamento con il RadioTV forum, organizzato dall’AER-ANTI-Corallo, associazione delle emittenti locali italiane, per trattare delle molte criticita’ presenti nel panorama informativo locale. Ormai sono decine le testate informative locali chiuse, nel solo 2016, ma il 2017 non si prospetta anno meno duro per la liberta’ d’informazione in italia.

Dopo la bella esperienza delle radio libere e la peculiarita’ tutta italiana (come il parmigiano e la pizza) delle centinaia di emittenti locali radio televisive, che mettevano le realta’ dei territori e davano la voce ai cittadini.

Infatti, anno dopo anno, con motivazioni (scuse?) di carattere economico, i seppur pochi contributi, che il governo dava all’editoria indipendente, sono diventati sempre meno e sempre piu’ difficili da ottenere per chi non ha una inclinazione industriale, come le grandi reti nazionali, ma uno spirito, una vocazione, piu’ incline al sociale ed alla politica, quella vera, quella fatta dal basso.

Basti pensare che l’attuale schema di regolamento per l’assegnazione dei fondi richiederebbe alle aziende locali, 12 dipendenti, minimo, parametro che neanche le redazioni regionali della RAI hanno in molte citta’ d’italia.

Se questo regolamento dovesse diventare legge cosi’ come e’ sarebbero solo, poco piu’ di 80, su oltre 800 le emittenti che accederebbero ai fondi, realta’ grandi e ricche, che non hanno certo bisogno del contributo pubblico.

E di queste, 2/3 sono emittenti locali del nord, solo un terzo sarebbero le emittenti di centro, sud ed isole.

A dimostrazione che spesso ci si dipinge da democratici, ma sotto sotto si preferisce cenare al country club con gli amici (pochi) dell’informazione allineata.