Si è parlato delle questioni relative alle ex società collegate, nell’incontro che si è svolto quest’oggi, tra l’amministratore delegato di ThyssenKrupp-Ast, Massimiliano Burelli e le organizzazioni sindacali di categoria di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic e Ugl. La riunione fa seguito a quelle gia’ svolte su altri argomenti, quali commerciale, investimenti, ricerca e sviluppo, in linea con quanto concordato – tra le parti – nello scorso mese di dicembre. Accanto ad un quadro generale che definiscono “tendenzialmente rassicurante e di cambiamento”, le OO.SS. evidenziano “alcune problematiche che meritano approfondimenti e delucidazioni”.

Relativamente al Tubificio – spiega una nota congiunta emessa dalle segreterie provinciali delle sigle sindacali – si conferma l’andamento positivo dal punto di visto produttivo, occupazionale e degli ordinativi. L’obiettivo da perseguire entro il 2019, e’ quello di produrre 90 mila tonnellate, rispetto alle attuali 65 mila. Se da una parte si sta rafforzando la forza lavoro per il raggiungimento degli obiettivi, dall’altra per uniformare sistemi e modalita’ operative commerciali, l’Azienda procedera’ in questi giorni a completare il trasferimento dell’Ufficio commerciale in Ast presso viale Brin, mantenendone autonomia e specificita’.

Per quanto riguarda Societa’ delle Fucine, sono confermate le buone intenzioni che dovrebbero portare all’acquisizione di nuovi ordini e clienti soprattutto nel settore dei cilindri e dell’industria con proiezioni nei prossimi due anni di ulteriore crescita. Permane critica, a livello globale, la questione relativa ai prodotti dell’energia. Per perseguire e consolidare questo obiettivo, rendendo maggiormente competitivi i fucinati, sono in essere investimenti sia sugli impianti e sulle attrezzature, sia nella ricerca “che lasciano presagire – spiegano i sindacati – l’intenzione del mantenimento e rafforzamento del business nelle sue diverse collocazioni”.

“Contraddittoria” viene invece definita la questione relativa ad Aspasiel “perche’ – aggiungono – e’ stata resa esplicita la strategia aziendale che mira esclusivamente a garantire i servizi informatici interni rinunciando progressivamente ai clienti esterni. Tale scelta è motivata, a detta dal management, da una non soddisfacente redditivita’ nell’acquisizione dei contratti, va in direzione diametralmente opposta con quanto Ast e le istituzioni – dicono i rappresentanti delle OO.SS – hanno spiegato fino a poco tempo fa”. “Importanti, nel progetto di qualificazione dei sistemi informatici interni – osservano ancora – gli investimenti che sono in corso con collaborazioni di fornitori esterni su hardware e software che rispondono alle strategia di Industria 4.0″.

Relativamente alle produzioni del Titanio e’ stato affermato che non ci sono piu’ da qualche mese gli ordinativi. “Al netto di possibili e future nuove commesse o collaborazioni, ad oggi gli impianti di Titanio sono in stand by con il personale ricollocato in altri reparti dell’Ast”. Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, evidenziano, infine, “come la realta’ contraddica significativamente sia le dichiarazioni rilasciate dal management passato, sia quanto sostenuto dalle associazioni datoriali e sia quanto previsto dall’accordo del Mise”.