E’ quasi di 6 mila unità il numero delle imprese guidate da donne nella provincia di Terni, con una percentuale, pari al 26,6%, decisamente piu’ alta della media nazionale che è del 21,7% e di quella umbra che si ferma al 24,8%.

I dati, forniti dall’Ufficio informazione economica della Camera di commercio di Terni, dicono che al 31 dicembre scorso erano 5.960, con una crescita soprattutto nel terziario, a fronte di una diminuzione del settore dell’agricoltura e del manifatturiero (al 30 giugno 2009, all’inizio della fase di crisi economica, erano 5.857).

Nel complesso, in provincia di Terni, l’universo dell’impresa femminile riflette lo stesso processo di terziarizzazione in atto in tutto il sistema produttivo nazionale: le aziende “rosa” nei servizi sono infatti aumentate in cinque anni fino a raggiungere le 3.797 unita’ (erano 3.724 al quarto trimestre 2009), mentre sono diminuite nel settore primario (passando dalle 1360 del 2009 alle 1308 del 2015) e nel secondario, cioe’ manifatturiero e costruzioni (dalle 642 alle 542 del 31 dicembre 2015). Per quanto riguarda il profilo giuridico, si conferma nel 2015 la maggioranza di ditte individuali (il 31,5% del totale), seguono le cooperative e i consorzi (23,9%), le societa’ di capitali (20,8%) e le societa’ di persone (19,8%).

Nonostante dunque le imprenditrici ternane dimostrino una dinamicita’ superiore a quella del resto delle colleghe umbre, nel 2015 trova conferma la scarsa strutturazione e capitalizzazione delle ditte a guida femminile.

“Letti insieme – commenta il segretario generale dell’ente camerale Giuliana Pandoro – questi dati dicono che una buona parte delle nostre imprese femminili sono una risposta ad una carenza di lavoro dipendente. Proprio per questo abbiamo indirizzato le nostre politiche degli ultimi anni verso un rafforzamento della formazione del capitale umano, in primo luogo degli imprenditori e delle imprenditrici per contrastare un improvvisazione imprenditoriale pericolosa per la nostra economia”.