Si è svolta questa mattina, a Palazzo Donini di Perugia, l’assemblea annuale dei soci fondatori e sostenitori bemeriti della Fondazione Umbria contro l’usura, costituita nel 1996 con l’obiettivo di soccorrere e prestare assistenza, anche legale, alle numerose famiglie umbre vittime di questa pratica.

Il Presidente della Onlus, Alberto Bellocchi, ha sottolineato come siano alcune centinaia all’anno le telefonate di aiuto giunte alla Fondazione e come occorrerebbero 20 milioni di euro per portare a termine tutte le pratiche in corso. “Soltanto nel 2015 – ha ricordato Bellocchi nella sua relazione – sono state un centinaio le audizioni tenute presso i nostri uffici che hanno dato origine in molti casi all’istruzione di una pratica poi portata al comitato di valutazione”. Per dare conto del lavoro svolto, il Presidente della Fondazione Umbria contro l’Usura ha riferito di aver prestato fidejussioni per circa 525.000 euro.

All’ordine del giorno dell’assemblea, l’approvazione del rendiconto consuntivo 2015 e del bilancio preventivo 2016 oltre alla ratifica delle nomine dei nuovi rappresentanti dei soci in seno al consiglio direttivo.

Definendola “una nota dolente dell’anno passato”, il Presidente Bellocchi ha sottolineato la decisione del Comune di Terni di abbandonare la Fondazione, pur essendo uno dei soci fondatori. “Una scelta – ha detto – che ha lasciato tutti i membri del consiglio assolutamente dispiaciuti e perplessi. A rendere tutto incomprensibile, è anche il fatto che gran parte delle risorse economiche sono state profuse a favore dei cittadini residenti nella provincia di Terni – ha aggiunto Bellocchi – e che l’impegno economico del Comune era per un versamento annuo di 10.000 euro, somma di ben modesto peso economico”. Senza considerare che è un ente moroso nei nostri confronti da cinque anni”.