La ripresa economica comincia ad intravedersi anche in Umbria, ma l’uscita dalla crisi sara’ comunque molto lenta, vista la profonda contrazione che nel periodo 2008-2014 ha interessato i consumi (calati del 11,3%) e gli investimenti (-32,9%). E’ quanto contenuto nel nuovo rapporto dell’Ires Cgil sull’Economia e l’occupazione in Umbria, illustrato presso la sede ternana della camera del lavoro.

Nel periodo di crisi il Pil regionale ha perso circa 15 punti percentuali, gli investimenti delle imprese oltre 30 e l’occupazione, nonostante i miglioramenti degli ultimi trimestri legati in gran parte agli incentivi e quindi destinati ad esaurirsi, resta inferiore di 4 punti rispetto al dato pre-crisi, mentre la disoccupazione, (al 9%, 11,2% per le donne) e’ ancora a un livello doppio rispetto allo standard umbro, che era tra il 4 e il 5%. Ma la crisi, stando al rapporto dell’Ires, ha spinto il prodotto pro-capite ai livelli minimi, precedenti al 1995, sotto i 23 mila euro.

Sul versante dell’occupazione, inoltre, l’insieme di disoccupati, inattivi disponibili al lavoro e cassaintegrati, e’ raddoppiata rispetto al 2008, passando da 40 mila a circa 80 mila persone, mentre nei primi tre trimestri del 2015, i nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato creati sono stati complessivamente appena 700.

Per il Segretario generale della Cgil umbra, Vincenzo Sgalla, che ha invitato tutte le istituzioni e le forze politiche ad aprire un confronto sul tema, “questa regione, già in difficoltà prima della crisi, rischia di perdersi definitivamente piu’ di quanto non succeda nei territori limitrofi”.