Il bilancio del quarto trimestre del 2015 delle imprese umbre è “sostanzialmente non negativo anche se non ancora soddisfacente e tanto meno tranquillizzante”, secondo l’indagine congiunturale di Confindustria Umbria, in cui si precisa che “l’apparato produttivo regionale ha potuto fruire di stimoli più ampi” rispetto ad una

domanda nazionale sostenuta essenzialmente dai consumi interni. Colpisce il leggero cedimento dell’industria alimentare – rileva l’indagine – anche se più che compensato dal recupero messo in campo dalle imprese della meccanica e del comparto editoriale. C’è comunque un 29,1% di imprese che segnala di aver aumentato la produzione, mentre il 18,1% del totale lamenta contrazioni di attività produttiva, per lo più moderate. La quota di imprese che conferma stabilità del proprio livello di produzione è piuttosto robusta in entrambe le province, ma in quella di Terni è di quasi 20 punti percentuali superiore. L’incertezza – conclude lo studio – continua a dominare nei processi decisionali delle imprese così che le previsioni per il primo trimestre del 2016 rimangono oltremodo prudenti. In ogni caso, variazioni positive di una certa consistenza saranno tanto più possibili quanto più l’atteso recupero generale del commercio internazionale toccherà anche l’Umbria e si salderà all’aumento dei consumi interni.

È necessario – ha detto il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti – moltiplicare lo sforzo per introdurre innovazioni capaci di elevare la competitività delle nostre aziende e per sviluppare la loro proiezione sui mercati internazionali. Confindustria Umbria – ha aggiunto Cesaretti – accrescerà anche il proprio impegno per affiancare e sostenere le imprese che intendono perseguire tali obiettivi, offrendo anche la propria fattiva collaborazione al Governo Regionale nella definizione e nella messa in atto di politiche volte a favorire il consolidamento e la crescita del sistema industriale locale, e in particolare della manifattura, fonte indispensabile e insostituibile di creazione di ricchezza e di occupazione”.