I danni causati alle colture e all’ambiente dalla fauna selvatica andrebbero prevenuti e non risarciti in modo parziale come avviene ora, mentre le norme sulla caccia dovrebbero essere riviste, prevedendo una più severa regolamentazione dell’attività venatoria, soprattutto per quanto riguarda l’accesso ai terreni delle aziende agricole e agrituristiche.

Sono alcune tra le principali indicazioni emerse dagli interventi dei rappresentanti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura durante l’incontro sui danni causati all’agricoltura dalla fauna selvatica, che si è svolto presso la Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria su richiesta del consigliere di Forza Italia Raffaele Nevi.

Secondo i rappresentanti degli agricoltori, il controllo delle specie dannose, come il cinghiale, deve inoltre essere effettuato con maggiore efficacia anche nelle aree protette, in considerazione dei danni che gli stessi provocano anche agli altri animali, come fagiani e lepri. L’assessore regionale Fernanda Cecchini ha spiegato come i danni prodotti dalla fauna selvatica non siano tutti uguali. Quelli causati dal lupo e da altre specie protette sono infatti rimborsabili con le risorse del bilancio regionale, mentre per quelle cacciabili spetta al mondo venatorio tenerle sotto controllo. “Sono dunque i tre Ambiti territoriali di caccia – ha sottolineato la Cecchini – a doversi occupare di questo”. L’assessore umbro ha poi fatto rilevare come fino al primo dicembre prossimo sia la Provincia ad essere competente per la materia faunistica, calendario a parte. “Dopo 20 anni – ha aggiunto – il sistema degli Atc inizia ad avere evidente bisogno di una revisione. Per questo, come Regione, sono state formulate alcune ipotesi che verranno vagliate al momento in cui tutte le funzioni torneranno in capo a quest’Ente”.

Per quel che riguarda il cinghiale, Fernanda Cecchini ha ricordato come quella specie possa essere cacciata praticamente tutto l’anno. “Il sistema, però, non funziona a livello nazionale – ha detto l’assessore umbro – e quindi serve un nuovo patto tra cacciatori e agricoltori in grado di superare alcuni interessi”. Per quel che riguarda, infine, l’aspetto finanziario, l’assessore Cecchini ha spiegato come nel nuovo Piano di sviluppo rurale siano previsti fondi anche per interventi di contenimento della fauna selvatica.

Al termine dell’incontro, il Presidente della Seconda Commissione, Giuseppe Biancarelli, si è detto d’accordo, insieme ai commissari ed al Presidente della Terza commissione, circa la promozione di un gruppo di lavoro congiunto sulla materia.