Nel 2015 il prelievo fiscale dei principali Comuni umbri nei confronti delle imprese cresce per il quinto anno consecutivo. È questo il dato che emerge dalla nuova indagine sulle imposte locali su persone fisiche e attività d’impresa applicate dai principali Comuni della regione nel 2015, condotta da Cna Umbria in collaborazione con il Centro studi Sintesi. Infatti, seppure di poco, il prelievo operato dai Comuni nell’anno in corso aumenta ancora rispetto al 2014, andando a sommarsi alla straordinaria impennata registratasi a partire dal 2010. Al di là dell’incremento dell’ultimo anno, ciò che noi valutiamo grave – afferma Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria – è la tendenza generale, che ancora una volta è quella di colpire pesantemente le imprese. Infatti, le aliquote Ici/Imu Tasi applicate nei Comuni, aumentate per le imprese artigiane del 114% nell’ultimo quinquennio, raggiungono quasi ovunque il tetto massimo e in alcuni casi vanno addirittura oltre”. Accanto alle imprese, in questi anni anche le famiglie hanno pagato un caro prezzo in termini di imposte: +35% l’aumento dell’addizionale comunale Irpef registrata dal 2010 ad oggi e tasse sugli immobili che negli ultimi due anni hanno superato i valori raggiunti nel 2012. Siamo d’accordo – conclude Giannangeli – con chi, a livello nazionale, sta lavorando per ridurre le tasse su famiglie ed imprese, ma il rischio è che calino quelle dello Stato e aumentino quelle locali. Noi crediamo che per arrivare a una riduzione effettiva delle tasse per tutte le imprese è indispensabile passare dal taglio dei costi della pubblica amministrazione”.