Il Por Fesr della Regione Umbria mette a disposizione 356,29 milioni di euro per i prossimi sette anni concentrando le risorse su un numero limitato di obiettivi tematici. La strategia perseguita dal Programma Operativo Fesr si focalizza su 5 obiettivi tematici con una concentrazione delle risorse sui primi 4 pari all’84,5%. In corrispondenza di ciascuno degli obiettivi tematici la Regione Umbria individua un Asse prioritario di intervento, a cui si aggiunge un Asse dedicato allo sviluppo urbano sostenibile, quale adempimento di allocazione di risorse per l’aspetto urbano come previsto dalla regolamentazione comunitaria. Le scelte operate dalla Regione per la fase di programmazione comunitaria 2014-2020 – in coerenza con l’impostazione generale dei Regolamenti comunitari e dell’Accordo di partenariato presentato dal Governo – si caratterizzano per la forte spinta ad un approccio territoriale nelle modalità di utilizzo dei Fondi comunitari 2014-2020. Si tratta di un orientamento che si traduce nella definizione di strategie ed indirizzi tra loro fortemente correlati che, proprio per la loro capacità di integrarsi, siano in grado di promuovere più efficacemente lo sviluppo regionale e di raggiungere al meglio gli obiettivi e i risultati attesi prefissati. Questo approccio territoriale si concretizza in maniera particolarmente evidente nelle strategie Agenda urbana e Aree interne, le principali focalizzazioni territoriali previste dalle politiche di coesione ed inserite anche nel Quadro Strategico Regionale 2014-2020. L’Agenda Urbana prevede cinque realtà urbane e cioè quelle di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Spoleto come il principale motore di sviluppo economico, mentre la strategia per le aree interne ha individuato tre ambiti territoriali in cui attuare le strategie per le aree interne: area nord est corrispondente alla fascia appenninica, quindi al confine con Marche, area sud ovest, corrispondente ai comuni della fascia orvietana confinante con Toscana e Lazio, area Valnerina corrispondente ai comuni della fascia appenninica Sud Est. Nell’ambito della dimensione urbana saranno prese in considerazione realtà di particolare pregio ambientale, come il bacino del Trasimeno e di Piediluco, per interventi di riqualificazione e sviluppo. Relativamente al Programma Operativo Fse 2014-2020, il vicepresidente Paparelli ha reso noto che si inserisce in un contesto politico, programmatico unitario e organico e si configura quale esito di un percorso partecipato e condiviso, tra l’amministrazione regionale e il partenariato economico e sociale. Il Por Fse 2014-2020, del valore complessivo di 237.528.802 euro, è stato elaborato tenendo in considerazione la situazione socio-economica del territorio, le sue potenzialità e le sue necessità per rispondere ai bisogni di occupazione della popolazione, di inclusione sociale attiva, di tutela dei diritti dell’apprendimento, migliorando il sistema di istruzione e formazione, sia qualificando l’offerta, l’accesso e la partecipazione. L’orientamento principale è stato quello di investire nello sviluppo distintivo del capitale umano in via funzionale rispetto alla strategia regionale di specializzazione intelligente, di accompagnare i processi di riassetto istituzionale ed organizzativo della Regione e delle Autonomie locali.