Nel corso dell’ultima seduta della Seconda Commissione del consiglio regionale, è stata illustrata la relazione sull’attuazione, nel triennio 2010-12, della legge “22/2008”, quella che detta norme su ricerca, coltivazione e utilizzo delle acque minerali e termali.

L’atto ricostruisce la situazione italiana e umbra del mercato delle acque minerali e dell’utilizzo di quelle termali, evidenziando che anche il settore delle acque minerali, in Umbria, dopo anni di crescita ha fatto registrare una flessione nei consumi. Una contrazione delle vendite che ha riguardato soprattutto le acque posizionate in fascia alta di mercato.

Nel 2012, dai canoni applicati (per imbottigliamento, di superficie, per concessioni e per permessi di ricerca) sono confluite nel bilancio regionale risorse per 1.600.000 euro.

In Umbria, nel 2010, con 1.247 milioni di litri circa, c’è stato un lieve decremento della produzione di acque minerali (-0,27 per cento rispetto al 2009), nuovamente in controtendenza con il mercato nazionale (-2 per cento).

Nel 2011 cambia nuovamente, questa volta in positivo, la situazione per l’Umbria dove vengono imbottigliati 1.336 milioni di litri, con un aumento del 7 per cento rispetto al più 1,6 della produzione nazionale.

Cosa che si conferma anche nel 2012, con un aumento di produzione del 2 per cento. Ma in una situazione di crisi economica, sono i produttori che si rivolgono al mercato di primo prezzo a incrementare i propri volumi, mentre le acque posizionate in fascia alta di mercato scontano le difficoltà economiche in cui versano i consumatori.

Le acque umbre poste in commercio, al 2012, sono 19 a fronte delle circa 317 presenti sul territorio nazionale; con 10 stabilimenti di imbottigliamento contro i 176 nazionali.

Per quanto riguarda le acque termali i riferimenti dell’anno 2012 sono quelli dei due stabilimenti di Fontecchio, a Città di Castello e delle terme Francescane di Spello, strutture alle quali si sono rivolte oltre 15.500 persone per l’ottenimento dei servizi prestati. Per quanto attiene i riflessi occupazionali si registra una diminuzione del personale occupato presso gli stabilimenti.