Nel buio della crisi arrivano segnali di vitalità per l’economia umbra: secondo l’Osservatorio economico di Unioncamere Umbria, soprattutto sul fronte delle esportazioni si registra l’aumento degli ordinativi in vista del 2015 e vanno molto meglio le esportazioni nel settore dell’agricoltura, quasi raddoppiate negli ultimi tre anni passando dall’1,3% al 2,4 per una quota di mercato della piccola Umbria nell’Italia centrale che pesa ormai quasi per il 20%. Nel suo comunicato, Unioncamere mette in risalto il dato che riguarda i servizi di informazione e comunicazione, nel quale la quota delle esportazioni è triplicata rispetto al dato italiano e dove rispetto alle altre regioni dell’Italia centrale, l’Umbria è passata dall’1,6% del 2007 all’11,4 del 2013. Un balzo significativo, anche se i volumi complessivi sono ancora modesti. Il settore comprende un ambito molto ampio di attività, dall’editoria elettronica alle edizioni di software, dalla produzione cinematografica a quella televisiva, fino alla elaborazione dati, all’hosting e ai portali web. Sempre Unioncamere rende noto che i primi dieci paesi extra Ue che sono i principali destinatari delle merci umbre risultano, nell’ordine: Stati Uniti, Svizzera (oltre 300 le imprese umbre che hanno esportato merce verso il paese elvetico), Giappone, Russia, Cina, Canada, Hong Kong, Australia, Corea ed Emirati Arabi Uniti. Sono 1.176 le imprese umbre che nel primo trimestre del 2014 hanno compiuto attività di export verso i paesi extra-europei. Le operazioni praticate sono state 28.153. La metà delle imprese esportatrici opera nel settore manifatturiero, settore in cui si registra la quota più elevata di operazioni di esportazione: 81%. Il 12,3% delle imprese che esportano viene dal commercio, che totalizza il 26% delle operazioni di esportazioni. Più distanziato il settore agricolo, con 108imprese, pari al 9,2% del totale, con una quota del 2,4% delle operazioni. Seguono, con quote nettamente più basse, gli altri settori di attività.

Spicca l’elevato numero di operazioni (685) fatto registrare dalla sezione delle attività professionali a fronte di sole 21 imprese attive in questo settore. Nei primi sei mesi del 2014 le esportazioni dell’Umbria verso i Paesi extra-Ue sono diminuite in valore del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di un incremento medio nazionale dell’1,1% e di una più modesta crescita dell’Italia centrale dello 0,5%. La contrazione è, comunque, molto più contenuta rispetto al 2013, quando il calo era stato del 5,7%. Una dinamica contrapposta – evidenzia Unioncamere Umbria – ha invece caratterizzato l’andamento delle importazioni, che fanno segnare un aumento del 2,3% rispetto al primo semestre 2013, in controtendenza rispetto alle dinamiche regressive registrate per l’Italia (meno 2%) e per le altre regioni del Centro (meno 1%).

Secondo l’Istat, i paesi in cui l’Umbria ha esportato il numero maggiore di merci nei primi 6 mesi del 2014, sono stati nell’ordine: Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Belgio. A seguire, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera, Cina e Austria. Nello stesso periodo i principali paesi per ordine di importanza nell’interscambio commerciale dell’Umbria sono stati: Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna e Paesi Bassi. La classifica delle importazioni, nello stesso periodo, vede in testa la Germania, seguita da Spagna, Paesi Bassi, Francia, Cina, Belgio, Brasile, Grecia, Regno Unito e Stati Uniti.