A Terni la tassa sui rifiuti 2014, la TARI, costerà in media 254 euro per un appartamento di 100 metri quadri con una famiglia di 3 persone, circa il 13% in meno rispetto alla media nazionale che è di 290 euro.

Tra il 2014 e il 2010 l’aumento medio del tributo a Terni è stato quasi del 15% (14,98%), corrispondente a 33 euro, rispetto ad un incremento nazionale del 20,65%, pari a circa 50 euro.

E’ il dato che emerge dall’indagine del centro ricerche della Federconsumatori, aggiornato e reso noto in questi giorni e riguardante tutti i 110 capoluoghi di provincia italiani.

Rispetto alla Tares del 2013, l’importo medio della TARI a Terni è cresciuto di 6,20 euro, in linea con l’aumento medio registrato in Italia (+6,15 euro).

Nella graduatoria nazionale del “caro-rifiuti” la città si colloca al 73° posto, con le prime posizioni detenute da Cagliari (con una spesa media a famiglia di 532 euro), Siracusa (502), Reggio Calabria (496), Salerno (473), Napoli (463), Catania (434) e Grosseto, mentre le meno care in assoluto sono Cremona (136 euro a famiglia), Isernia (155), Udine (161), Brescia e Belluno (175).

Tra le città meno convenienti figura invece Perugia, 21esimo capoluogo più caro con i suoi 358 euro di TARI, più del 20% superiori alla media nazionale e con un incremento di quasi il 21% (20,95) nell’ultimo quadriennio.

Secondo Federconsumatori l’incasso complessivo dei comuni italiani per l’anno in corso ammonterà a circa 8 miliardi di euro, con un incremento medio rispetto al 2013 del 2,84% e con un aumento complessivo nel quadriennio 2010-2014 pari a tre volte il tasso di inflazione.

A parità di condizioni – rileva inoltre l’associazione dei consumatori – emergono forti differenze da città a città non solo per l’importo della tassa ma anche per la qualità del servizio e per la sostenibilità ambientale.