La Fiom di Taranto ed altre categorie della Cgil hanno tenuto questa mattina un presidio davanti alla Prefettura ionica per rivendicare il diritto a manifestare senza essere aggrediti, in solidarieta’ ai lavoratori dell’Ast di Terni e a sostegno della loro vertenza’ e per sollecitare politiche industriali che ”diventino un modello di sviluppo compatibile col territorio”. Un documento e’ stato consegnato al prefetto di Taranto.

‘Fatti come quelli avvenuti a Roma – osservano Fiom e Cgil – il 29 ottobre a danno dei lavoratori dello stabilimento Ast di Terni, vittime di un’aggressione a freddo da parte della polizia, rappresentano un grave attacco alla democrazia in questo Paese. Il diritto a manifestare liberamente, da parte di lavoratori che subiscono gli effetti drammatici di una crisi che dura da troppi anni e che minaccia la stabilita’ lavorativa, rappresenta un principio costituzionale che non puo’ essere derubricato a questione di ordine pubblico. Quanto accaduto non deve piu’ ripetersi, ne’ a Roma ne’ altrove”.

Le organizzazioni sindacali chiedono poi ”un’attenzione particolare in una fase in cui l’atteggiamento delle imprese tende a rivalersi sul sistema delle tutele, dei diritti e sul salario. Abbiamo purtroppo cattivi esempi sul territorio. E’ il caso della Enetec srl (appalti Ilva) che non ha ottemperato alla sentenza del Giudice del lavoro che ha reintegrato nel posto di lavoro Roberto Archina’, rsu della Fiom, ingiustamente licenziato”. La vertenza Taranto, aggiungono i sindacati, ”richiede peraltro, a fronte del disastro ambientale e sanitario che ha colpito il territorio, azioni concrete e investimenti pubblici e privati per realizzare quanto previsto dall’Aia per il risanamento degli impianti dell’Ilva, ancora fermi al palo, e per le bonifiche del territorio”