Quella del turismo è stata da sempre una voce molto importante per l’economia dell’Umbria.

Per favorire il recupero ed il pieno utilizzo dei borghi e dei centri storici dei comuni di medie-piccole dimensioni, dopo la loro ricostruzione post-terremoto, alcuni consiglieri regionali, Chiacchieroni, Barberini e Smacchi (Pd), Monacelli (Udc) e Rosi (Fi) hanno presentato una proposta di legge che andrebbe a modificare il ‘Testo unico in materia di turismo’.

“L’Umbria – scrivono i proponenti – dispone di un eccezionale patrimonio in termini di cultura, storia, arte, tradizione, paesaggio e ambiente, con numerosi borghi e centri storici che, se recuperati, valorizzati ed effettivamente utilizzati, possono rappresentare un’attraente e vincente offerta turistica”.

Da qui la proposta delle residenze di ospitalità diffusa, quale “modello di accoglienza rispettoso dell’ambiente e dell’identità dei luoghi, che consente ai turisti – sostengono i cinque consiglieri regionali nella relazione che accompagna l’atto – di immergersi nella cultura e nelle tradizioni locali, godendo, oltre che dei servizi necessari, anche dell’accoglienza di un’intera comunità. I borghi e i centri storici recuperati – spiegano – possono quindi rivitalizzarsi mantenendo al loro interno una complessità di funzioni residenziali, commerciali ed artigianali”.

Con il modello delle residenze di ospitalità diffusa si punta quindi ad uno “sviluppo turistico di qualità” ed a “nuove opportunità d’impresa e lavoro”, utilizzando al meglio il patrimonio edilizio esistente, facendo quindi leva sulle tradizioni e sul contatto diretto del turista con le unicità e le autenticità dei territori.

La proposta di legge in questione andrebbe, in pratica, a modificare il ‘Testo unico in materia di turismo’ sostituendo, con le ‘residenze di ospitalitù diffusa’ l’attuale definizione di albergo diffuso perché – si spiega – “non esaustiva in termini di valorizzazione delle sue potenzialità e, soprattutto, rimasta priva di attuazione poiché collegata all’approvazione di un atto della Giunta regionale ad oggi non ancora adottato”.