“La Regione Umbria sta monitorando attentamente i danni che stanno subendo le produzioni olivicole di quest’anno”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura, Fernanda Cecchini, rispondendo, in Seconda Commissione, ad una interrogazione dei consiglieri del partito democratico Chiacchieroni e Barberini ed al forzista Nevi che chiedevano sostegno verso i produttori di olio di oliva visto il drastico calo della produzione con forti anomalie a livello organico.

L’assessore Cecchini, ha detto di aver informato il Governo della problematica per valutare le modalità di comportamento.

Dopo essersi riservata di tirare le definitive conclusioni a fine novembre, circa la reale percentuale del mancato raccolto, la Cecchini ha spiegato come, a suo giudizio, siano due le strade da seguire: la dichiarazione da parte del Governo dello stato di crisi del settore, prevedendo le dovute risorse; oppure utilizzare il ‘regime de minimis’ per mancato reddito. In questo caso è comunque necessaria l’autorizzazione da parte delle Istituzioni Europee, che prevede l’utilizzo di risorse esclusivamente statali e regionali e non provenienti da fondi europei”.

Nel rimarcare l’importanza che il settore dell’olivicoltura riveste per l’Umbria, fino a caratterizzare la sua stessa identità, l’assessore umbro all’agricoltura ha annunciato che la Giunta ha avviato la predisposizione di uno specifico Piano pluriennale di settore. “L’obiettivo – ha aggiunto – è quello di una ristrutturazione ed ammodernamento del settore stesso a salvaguardia dei connotati del prodotto, prevedendo per questo le necessarie risorse finanziarie”.

Le parti hanno poi condiviso la necessità di coinvolgere il mondo scientifico e quindi l’Università. “Un passaggio indispensabile – è stato detto – visti i cambiamenti e le mutazioni climatiche in corso”.