I vertici della Società Umbria Acque, guidati dal Presidente Enrico Menichetti e dal neo amministratore delegato Paolo Pizzari, sono stati ascoltati presso il Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale.

I due dirigenti hanno descritto una società in salute sottolineando, però, il problema degli investimenti e il rischio l’azienda perda, per lungaggini burocratiche, i finanziamenti europei per 14 progetti su fogne e impianti di depurazione, necessari per non incorrere nelle sanzioni comunitarie.

“E’ una società con una governance abbastanza farraginosa – ha ricordato il Presidente Menichetti – che deve rispettare scelte fatte ad altri livelli su tariffe e pianificazione. Nel 2013 abbiamo avuto a disposizione solo 10 milioni di euro per gli investimenti, mentre per questo territorio ne servirebbero 40 all’anno. La vita media degli acquedotti è di 30-40 anni, mentre quelli umbri tendono a superare i 50 anni di attività. Questo – ha aggiunto – impone investimenti importanti che la tariffa non può sostenere, anche perché i soci pubblici di Umbra Acque in questi anni hanno favorito tariffe sostenibili, attualmente le più basse in Umbria e in media con quelle nazionali”.

Per il Presidente Menichetti ecco, allora, che diventano fondamentali altri canali di investimento, magari pensando ad un piano nazionale di investimenti in cui si decidano le priorità. “Umbra Acque – ha sostenuto il Presidente – è una società in salute: dal 2007 al 2013 non è mai andata in rosso, ma ha sempre prodotto un utile che, nel 2013, è stato di 3 milioni di euro. Risultati che, a giudizio di Enrico Menichetti, sono stati ottenuti grazie ad una importante opera di razionalizzazione e contenimento dei costi. A tal proposito, proprio negli ultimi anni, i dipendenti sono passati da 357 a 341 unità e gli appalti sono oggi pari a 600 mila euro di lavori da dare in esterno mentre prima superavano i 3 milioni di euro. Questo – ha spiegato il Presidente di Umbria Acque – ci ha consentito di ottenere, da poche settimane, 12 milioni di euro di finanziamento a lungo termine da un istituto bancario, dopo 2 anni in cui non si riusciva ad avere credito nemmeno sul medio periodo. Una situazione, questa – ha concluso – che ha prodotto un evidente vantaggio sugli interessi, consentendo, anche, di risolvere i problemi di liquidità”.

Sollecitati dagli interventi di Massimo Buconi (Psi) e Andrea Smacchi (Pd) i vertici di Umbra Acque hanno sottolineato il problema delle infrastrutture “che si stanno disfacendo, con perdite degli acquedotti che si aggirano in media sul 50%”. Il Comitato ha deciso di convocare, prima della fine della legislatura, una nuova audizione con i vertici di Umbra Acque per una verifica della situazione.