Si arricchisce ulteriormente l’archivio-database del progetto ‘I plenaristi nella valle incantata’, che riunisce virtualmente le opere realizzate tra ‘700 e ‘800 – le prime en plein air – sul tema del paesaggio della Valle del Nera: sono stati infatti recentemente scoperti ben 80 nuovi dipinti, finora sconosciuti, realizzati da 28 nuovi artisti, portando così in totale a 304 le opere e a 82 i pittori classificati. Un risultato straordinario frutto di intense ricerche nei musei, nelle collezioni d’arte, nelle aste e nelle collezioni antiquarie.

Tra i due aspetti più interessanti emersi dai recenti studi, una maggiore attestazione degli artisti di ambito tedesco, in particolare di Karl Blechen (16 opere) ed Ernst Fries (11 opere), che vanno ad aggiungersi, come particolarmente attivi e prolifici in questa zona, ai pittori già presenti, e poi la scoperta di un interessante filone scandinavo, che testimonia contatti tra la Valle del Nera e il mondo danese di cui ancora la bibliografia non dà conto e apre la strada ad ulteriori approfondimenti. Sempre nell’ambito tedesco, le ricerche continuano infine a mettere in luce la fascinazione evocativa del borgo di Papigno, vissuto come luogo edenico di innocenza primitiva, che attrae anche i massimi architetti della prima metà dell’800 provenienti dalla Germania, i quali lasciano delle tracce nei propri disegni.

 

Le ultime novità sono state presentate questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a palazzo Montani Leoni, sede della Fondazione Carit, finanziatrice del progetto promosso dai Comuni di Terni e di Narni, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.

Dopo i saluti del presidente della Fondazione, Luigi Carlini e dell’assessore alla Cultura del Comune di Terni, Andrea Giuli, l’evento è stato introdotto da Franco Passalacqua, ideatore e curatore del progetto ‘I plenaristi nella valle incantata’.

È stato quindi presentato il nuovo film-documentario dal titolo “Corot nella valle incantata”, prodotto dalla società Euromedia per la regia dello stesso Passalacqua, nel quale è proprio il celebre pittore francese, arrivato all’età di 75 anni, a raccontare del suo primo viaggio in Italia (1825-1827) ed in particolar modo della sua esperienza artistica nella valle ternana. Il video è uno dei tre filmati proiettati nell’allestimento multimediale permanente, sempre incentrato sulla “Valle incantata”, inaugurato lo scorso 7 novembre presso l’infopoint della Cascata delle Marmore.

Proprio al tema “Tra il Nera e il Velino: Corot 1826” è stata poi dedicata la lectio magistralis della storica dell’arte Anna Ottani Cavina, professore emerito dell’Università di Bologna e professore alla Johns Hopkins University, esperta di fama internazionale sui temi dello sviluppo della pittura en plein air.

Successivamente è spettato alla dottoressa Marcella Culatti, storica dell’arte dell’Università di Bologna, il compito di illustrare l’aggiornamento dell’archivio-database, consultabile liberamente all’indirizzo www.plenaristi.beniculturali.it. Tra i nomi degli artisti che hanno realizzato le opere catalogate, oltre a Jean Baptiste Camille Corot (8 disegni e 16 dipinti), spiccano anche quelli di Joseph Maillord William Turner, François-Marius Granet, Louis Ducros, Pierre-Athanase Chauvin, André Giroux, Jean-Joseph-Xavier Bidauld, Martin Verstappen, Gustav Palm e molti altri tra i più famosi in Europa in quel tempo. Circa 70, al momento, i musei nel mondo dove sono esposti i loro dipinti come il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, la National Gallery of Art di Washington e molti altri di grande importanza.

 

La conferenza si è conclusa con la presentazione di Marta Forlai, storica dell’arte dell’Università di Bologna, relativa a tutte le modifiche svolte sul sito web dei Plenaristi. Il nuovo sito www.plenaristi.it rappresenta una fonte inesauribile di informazioni sul tema con illustrazione della strutturazione del progetto, messa in evidenza di eventi locali, nazionali e internazionali. Inoltre fornisce notizie sul Museo diffuso dei plenaristi – anche questo inaugurato lo scorso 7 novembre -, sulle pubblicazioni tematiche, sui video che riguardano il tema della pittura di paesaggio. Attraverso il sito è possibile inoltre visitare virtualmente la collezione d’arte della Fondazione Carit, con in mostra i quadri che riguardano questo periodo della storia dell’arte, e vedere tutti i documentari prodotti, anche con sottotitolazione in inglese. Lo stesso sito è fruibile anche in lingua inglese.