A distanza di circa 9 anni, seconda volta a Terni per i Musica Nuda, duo formatosi 15 anni fa dal felice incontro tra Petra Magoni, cantante, e Ferruccio Spinetti, contrabbassista. Venerdì 12 Gennaio sono stati accolti calorosamente da un Auditorium Gazzoli pieno e partecipe, come ha dimostrato anche la risposta del pubblico alla domanda con cui gli artisti hanno esordito: “Siete già stati ad un nostro concerto?” Risposta quasi unanime che ha stupito gli ospiti sul palco. Ma d’altronde in questi anni i Musica Nuda hanno attraversato tanti festival e i più prestigiosi templi della musica, sono stati protagonisti di alcuni tour mondiali e hanno portato la loro eccellenza fino in Giappone, oltre a pubblicare vari album, l’ultimo del 2017. E sbagliano a vestirsi ancora di quel luogo comune per cui non si è mai profeti in patria propria. Sarà stato vero agli albori di questo loro progetto, quando riempivano i teatri francesi per poi suonare in Italia sui palchetti della Festa dell’Unità, ma ormai il loro successo è conclamato e continua ad essere rivolto a quel pubblico sofisticato e ribelle che non trova pace nel jazz né rivalsa nel rock.
Prima di loro, Freddie Mercury dei Queen era riuscito col suo carisma e il suo genio a coinvolgere una coraggiosa Montserrat Caballé -diva e soprano spagnola- nel suo eclettico esperimento a cavallo tra opera lirica e opera rock, mentre in ambiti più nostrani furono Pavarotti e poi Boccelli a far incontrare la lirica e la musica pop più attuale. Quello che propongono i Musica Nuda è un’alchimia di jazz e lirica, con un sapore retro e melodico, ma venato di sperimentazioni che si affacciano sulla soglia del punk e della noise. Dagli evergreen della musica leggera italiana anni ’60 ai brani più iconici della storia del rock inglese anni ’70, dalla chanson francese rivisitata di inizio ’900 a canzoni inedite e graffianti scritte per loro da musicisti e parolieri contemporanei, di altrettante regioni d’Italia. La loro è una equilibrata miscela di musica, poesia e teatralità, provocazioni garbate e risate sincere, in una formula già pluripremiata che include anche due Targhe Tenco, la prima nel 2004 e la seconda nel 2006.
Ferruccio Spinetti, colonna portante del progetto, è un musicista jazz poliedrico e virtuoso, che suona il contrabbasso come avesse quattro mani, due su un basso elettrico e due su una chitarra blues. Suo è il compito di arrangiare, improvvisare e strutturare il progetto, oltre che di costruire la scena sonora delle loro esibizioni dal vivo. Nel frattempo, sul palco, Petra Magoni salta e scalcia, urla, tiene acuti strabilianti, gorgheggia, rincorre la musica, batte sul contrabbasso come fosse una percussione e gioca col pubblico, con grande presenza di scena e forte padronanza del proprio dono. La sue doti sono state recentemente celebrate anche dal suo Don Giovanni, ruolo interpretato per la prima volta in Italia da una donna, in una messa in scena che prevedeva anche il contributo della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio. Ma Petra non è nuova a coraggiose e pindariche sperimentazioni. Proprio i Musica Nuda sono stati -un anno fa- tra i protagonisti di “Waiting for Cage”, un omaggio sentito e unico nel suo genere, dedicato al compositore americano John Cage e tenutosi presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, al fianco di altri grandi musicisti come Luigi Cinque, Patrizio Fariselli e Fausto Mesolella.
Conoscere i Musica Nuda vuol dire rispettare il loro personale contributo, che per fortuna garantiscono alla musica contemporanea italiana. Mentre non conoscerli rende indispensabile scoprirli, grazie al loro ultimo album, “Leggera”, uscito nel 2017 e composto da brani originali, oppure attraverso i loro album d’esordio che omaggiavano la storia della musica italiana e straniera con rielaborazioni e riarrangiamenti per nulla scontati. Ma ancor meglio con la partecipazione ad uno dei loro concerti, perché quelle sono esperienze che colpiscono i sensi a più livelli e che lasciano sempre un segno indelebile. Una cicatrice di cui andare ben fieri, una di quelle che dona maggior carattere e che nasconde una storia da raccontare agli altri marinai. “Una volta, in una tempesta terribile, ho sentito le sirene cantare…”