Si apre domani la kermesse collescipolana dedicata alla musica jazz: 26, 27 e 28 Giugno all’insegna della condivisione, dell’allegria e del rispetto per l’ambiente.

Tre giorni di musica quasi non–stop in un percorso che si snoda dall’alto al basso del borgo di Collescipoli (TR) con fruizione completamente libera da parte di chiunque voglia goderne.

Quest’anno siamo alla terza edizione ed hanno aderito 450 musicisti per un totale di circa 63 concerti, che interverranno gratuitamente. Si tratta di un esperimento di economia creativa e condivisa, dove i cittadini aprono le loro case all’ospitalità dei musicisti e dei volontari che interverranno all’iniziativa, non solo a dormire, ma anche a provare, scrivere, arrangiare, vivere la cittadina.

Luciano Vanni, ideatore e padre di Jazzit stamattina racconta a Radio Galileo «Sono emozionato perché mi sono caduti addosso tutta una serie di cose inaspettate come il patrocinio dell’Unesco, e il riconoscimento di qualità di good practice “Jazzit Fest: Culture Shapes The Smart City” a firma della European Regional Development Fund» – ossia il fregio di “buona pratica” offerto dall’organo Europeo che si occupa di rafforzare la coesione economica e sociale tra le varie aree dell’Unione Europea. «Ci sarà inoltre la Treccani – Continua Luciano Vanni – i Subsonica, che non verranno ad esibirsi ma a conoscere e vivere l’esperienza, così come Vittorio Nocenzi, fondatore e compositore del gruppo Banco del mutuo soccorso, ma anche intellettuale che stimo molto, si aggirerà per le strade Collescipolane».

Per quello che riguarda l’impatto ambientale, Vanni tiene a precisare: «Non verrà assolutamente utilizzata plastica e ci serviremo dei pallet per glia llestimenti».

La collaborazione della Pro- Loco locale è stata importante, così come quella di tutti i cittadini Collescipolani. Alla domanda su come abbia fatto Vanni a coinvolgere così attivamente e positivamente tutta la popolazione di Collescipoli risponde: «Non ingannando nessuno. Ho parlato uno ad uno con tutte le persone spiegando qual era il mio progetto e le persone hanno accettato, facendomi capire che sarei stato monitorato. E poi sorridere e dare il buon giorno è già una rivoluzione».

Il progetto non riceve alcun finanziamento pubblico e viene alimentato soltanto dalle donazioni della popolazione. Sul sito è possibile leggere che necessita in totale di 45 mila euro, che è stata lanciata una piattaforma di crowd funding per raccogliere il necessario. Si legge anche che il 70% di questi soldi è destinato direttamente al Jazzit, mentre il 20% verrà versato all’Associazione musicisti italiani, mentre il 10% alla pro-loco di Collescipoli.

Per tutte le informazioni di cui necessitate potete visitare il sito http://www.jazzitfest.it/.

 Eleonora Porcacchia