Tracce del passato concepite sottoterra o arrivateci con lo scorrere del tempo. Sotto alle vie, alle piazze e alle cattedrali dell’Umbria decine di luoghi sotterranei narrano una storia millenaria. Echeggianti cisterne romane, catacombe, acquedotti medievali, torri rinascimentali e cunicoli etruschi riflettono, nel silenzio, la storia e il fascino di una terra unica: è stato presentato a Massa Martana il patrimonio ipogeo della regione attraverso il progetto “Umbria Underground: archeologia ed architettura in primo piano”. Sedici  ipogei, oltre 40 monumenti sotterranei visitabili e un sito web multilingue,  con l’obiettivo di creare itinerari turistici tematici dedicati. “Tutti i popoli che hanno attraversato la Penisola sono passati per l’Umbria lasciando delle tracce,  dei segni profondi che noi abbiamo riportato alla luce – ha detto Fabrizio Bracco, assessore regionale al Turismo, intervenendo all’iniziativa. Non possiamo che essere particolarmente attenti a questo lavoro – ha concluso  Bracco – per riscoprire questa nostra funzione nazionale ed europea di attrazione turistica nel nome della cultura. In questo caso, con la dovuta attenzione e cautela,  può essere una scelta vincente: possiamo diventare una destinazione turistica se ci rivolgiamo ad un pubblico internazionale che vuole conoscere anche altro: tradizioni, luoghi, eccellenze, offrendo la possibilità di vivere l’Umbria”.
Dalla riscoperta alla valorizzazione turistica, il censimento presentato ha portato alla catalogazione di più di 40 monumenti sotterranei visitabili dai turisti, e consentito  una campagna fotografica dettagliata,  che ha creato un archivio delle bellezze nascoste, inserite nel sito presentato al pubblico, da completare  entro pochi mesi, www.umbriasotterannea.it.
È prevista una seconda fase del progetto, con l’allargamento dei luoghi e delle iniziative coinvolte con una serie di proposte tutte aperte e tutte da costruire con i vari soggetti interessati,  pubblici e privati. Partendo dalle eccellenze agroalimentari, dell’artigianato, per arrivare ad una variegata serie di proposte, anche sul turismo accessibile per i disabili. Un modo innovativo di proporre l’Umbria con la consapevolezza che il progetto funziona solo con la logica di rete e collaborazione tra istituzioni e operatori. Gli ipogei per ora censiti – cui certamente se ne aggiungeranno altri nei prossimi mesi – si trovano ad Amelia, Assisi, Castel Viscardo, Cesi, Città della Pieve, Città di Castello, Gubbio, Massa Martana, Narni, Norcia, Orvieto, Panicale, Perugia, Spoleto, Terni e Todi.