L’Associazione Culturale l’Astrolabio di Collescipoli è da sempre attenta al patrimonio artisto-culturale del borgo medievale. Tempo fa finanziò il recupero di tre importanti opere d’arte presenti nella Collegiata di Santa Maria Maggiore: un gruppo di preziose statue lignee e due affreschi. Il recupero era stato eseguito dal restauratore Gianni Castelletta, che sotto la supervisione dell’ispettore di zona della soprintendenza Federica Zalabra, era riuscito a consolidare le statue lignee riportando all’originale cromia gli incarnati celati da una pesante ridipintura. La sorpresa è stata grande in quanto è emersa un’argentatura ossidata, che ha ridato luce all’aspetto originario del santo di origini egiziane. Il gruppo di statue raffigurava un fanciullo disteso con al fianco due magnifici angeli dorati. Si trattava di San Severino Martire, la cui iconografia è quasi del tutto sconosciuta, visto che raffigurava uno dei 6600 soldati della legione Tebea, tutti cristiani e massacrati dall’imperatore Massimiano per essersi rifiutati di combattere contro i Galli cristiani. Il restauro della preziosa statua aveva riportato alla luce un’inscrizione su un piccolo piatto d’argento dove è indicata la famiglia donante, ovvero il nobile Lorenzo Cimini e l’anno di donazione: 1699. Le statue di notevole fattura provenivano quasi sicuramente da una bottega romana e rappresentano un momento di grande splendore per la Collegiata di Santa Maria, dove tra l’altro alcuni anni prima era stato realizzato il prezioso organo Hermans. Purtroppo un anno fa un ladro è penetrato nella Collegiata di Santa Maria Maggiore strappando i due putti e trafugando anche il piattino in argento con l’iscrizione del committente. La statua di San Severino mutila dei due angeli e danneggiata in più punti, era rimasta in attesa di un nuovo restauro, così la nostra associazione ha incaricato il restauratore Gianni Castelletta accollandosi tutti i costi. Nel frattempo la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni ha recuperato nella stessa Collegiata un’importantissima opera d’arte. Si tratta di un prezioso coro cinque/secentesco decorato con cuoi di Toledo in foglia d’argento meccato oro e verde. La particolarità – spiega in una nota l’associazione Culturale l’Astrolabio di Collescipoli – è la foderatura in cuoio rarissima, presente unicamente a Palazzo Chigi Albani ad Ariccia ed opera di Gian Lorenzo Bernini. Il lavoro è stato realizzato dalla ditta Vueffemme con la consulenza per i cuoi del maestro dell’ISCR Livio Iacuitti e la direzione del responsabile di zona dottoressa Federica Zalabra. Il restauro ha dato nuova luce al prezioso manufatto che andrebbe attentamente studiato visto che il cardinale collescipolano Francesco Angelo Rapaccioli era un grande amico del Bernini. L’auspicio – e non solo dell’Associazione Culturale l’Astrolabio di Collescipoli – è che la Fondazione Carit completi il restauro delle preziose opere.