Il Sindaco di Terni, Leonardo Latini, ha emesso una nuova ordinanza dopo l’incendio di ieri al centro di trasferenza dell’Asm di Maratta.

Nel testo viene ridotto ad 1 km il raggio di territorio interessato da alcuni divieti.

Eccoli nel dettaglio:

“in attesa della redazione del modello di ricaduta degli inquinanti aereodispersi, in virtù del principio di precauzione stabilito dalla normativa vigente, ritiene opportuno proporre l’emissione di idoneo provvedimento ordinativo per imporre, per un raggio di un km dal luogo dell’incendio, quanto segue:

1) consumo di prodotti alimentari coltivati solo dopo accurato lavaggio con acqua associato a strofinamento delle superfici e, ove possibile, alla rimozione del rivestimento superficiale mediante spellatura o sbucciatura;

2) divieto di consumo dei prodotti coltivati nell’area individuata, da parte dei soggetti più a rischio, come bambini, donne in gravidanza e in allattamento;

3) divieto di raccolta e consumo di funghi epigei ed erbe spontanee;

4) divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile;

5) divieto di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali, raccolti nell’area individuata”.

Sulla questione infuria la polemica politica.

Questo l’attacco del consigliere regionale Thomas De Luca e del gruppo consiliare pentastellato al comune di Terni

“Con la Giunta Latini l’Asm va in fumo”: lo afferma il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, in una nota “congiunta con il gruppo consiliare comunale di Terni”, spiegando che “quello di ieri è stato il secondo incendio nel giro di poco più di un anno al centro di selezione e smistamento dei rifiuti di Asm a Maratta”. Per il capogruppo pentastellato “è inaccettabile che, a fronte dei soldi spesi per ricche consulenze, per ben due volte in pochi mesi siano capitati fatti del genere”.

“Quali sono le cause – si chiede De Luca – e chi doveva controllare? Dopo i fatti di un anno fa sono stati presi provvedimenti? In caso, perché le cose non hanno funzionato? Perché il presidente di ASM tace? La nuvola di fumo che si è addensata sopra tutta la zona è stata visibile a decine di chilometri di distanza. Per non parlare dei danni all’impianto e ai riflessi che questo incidente potrebbe avere sulla futura gestione dei rifiuti, con ripercussioni dal punto di vista economico sul costo della Tari del prossimo anno. Mentre accadono episodi come questo, nella città dei grandi inquinatori, saranno ancora i ternani ed i commercianti a pagare il conto subendo restrizioni con il blocco del traffico e l’insensata ordinanza sui caminetti. La salute dei ternani – conclude De Luca – non può andare in fumo per la disattenzione e la negligenza di chi amministra la città”

 

La replica dei gruppi consiliari di Lega, FdI, Forza Italia, Terni Civica e Misto Musacchi

“Probabilmente l’unica cosa che sta andando in fumo in queste ore è la sana e intelligente dialettica politica che nei momenti di difficoltà dovrebbe andare oltre ogni tipo di propaganda”. Così la nota dei gruppi consiliari di maggioranza a Palazzo Spada: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Terni Civica, Misto Musacchi.

“Ad alcuni degli interrogativi che sono stati posti in queste ore a diverso titolo dalle minoranze risponderà l’autorità giudiziaria. Gli aspetti politici sollevati strumentalmente – aggiungono i gruppi di maggioranza – in questo momento non possono assumere alcuna rilevanza. In questa fase emergenziale ha priorità assoluta la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini che l’amministrazione sta perseguendo attraverso una gestione razionale dell’emergenza, seguendo passo dopo passo l’evolversi della situazione con un rapporto costante e diretto tra amministratori, struttura tecnica del Comune e tutti gli enti e gli organi interessati. Probabilmente l’approccio serio, professionale e determinato sui temi ambientali che ha caratterizzato questa amministrazione sin dall’inizio non è comprensibile a chi è abituato a trattarli esclusivamente con slogan urlati buoni per ogni situazione, nell’incapacità di comprendere metodologie e dati approvati dalla comunità scientifica.

Anche in questo caso si confondono piani e tematiche i cui provvedimenti consequenziali vanno nell’ottica di migliorare le condizioni ambientali del nostro territorio. Continuare a sostenere che Terni è solo la città dei grandi inquinatori è del tutto pregiudizievole e non le rende giustizia. Siamo consapevoli che i problemi ci sono, ma devono essere affrontati in modo intelligente, capace e innovativo come sta facendo e sempre farà questa amministrazione attraverso un rapporto diretto con la popolazione e con tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti su queste tematiche”. “Sulla problematica del ciclo dei rifiuti – conclude la maggioranza – la nostra città farà sempre valere la sua posizione già espressa nelle sedi competenti, ribadendo che il risanamento ambientale di Terni non può che passare per una riduzione dei carichi inquinanti provenienti dall’impiantistica legata alla loro valorizzazione energetica”.

 

Nota della federazione di Terni del Partito della Rifondazione Comunista

In una città già medaglia nera per l’inquinamento dell’aria, l’incendio di Maratta dovrebbe preoccupare e allarmare. Invece uno tra i maggiori quotidiani regionali relega la notizia a p.28, in una seconda pagina della cronaca locale. L’ennesimo incidente, a scapito della salute pubblica, non passerà, però, sotto silenzio: come PRC chiediamo un’informazione tempestiva sull’accaduto e che sia fatta piena luce sui meccanismi di controllo dell’impianto andato a fuoco, ma anche un ripensamento radicale del ciclo dei rifiuti.

L’incendio all’impianto di smistamento di Asm mostra infatti, oltre alla necessità di avere chiare le dinamiche della vicenda, l’urgenza non ulteriormente rinviabile di uscire da un’ottica in cui la gestione dei rifiuti sia considerata solo una risorsa economica da cui estrarre valore. Rifondazione Comunista si è battuta e si batte, inascoltata, da anni a Terni contro gli inceneritori, contro l’escamotage del CSS (Combustibile Solido Secondario) e perché si adottino le linee della strategia “Rifuti Zero”. Speriamo che quest’ultimo incendio, accenda, di nuovo, l’indignazione e la mobilitazione collettiva. Ci avete rotto i polmoni, recitava un vecchio slogan di Legambiente, sempre più attuale, in modo inquietante.