Auspicano un “cambio di passo immediato” da parte di Poste italiane e chiedono con forza “la riapertura a pieno regime degli uffici postali di tutti i comuni umbri e il prolungamento degli orari per evitare le lunghe code”, con particolare attenzione ai territori marginali e alle aree interne, i sindaci umbri che in piazza Matteotti, a Perugia, hanno dato vita a una mobilitazione promossa dall’Anci regionale. Una trentina quelli presenti, con fascia tricolore indossata.

“Dopo un anno e mezzo di pandemia ci troviamo oggi uffici postali con orari ridotti e file fuori dalle sedi e tutto questo è inaccettabile” ha detto il presidente di Anci Umbria Michele Toniaccini, sindaco di Deruta. “Con questo presidio partecipato dalla gran parte dei sindaci umbri – ha precisato Toniaccini – vogliamo dare voce soprattutto ai nostri cittadini, che lamentano la chiusura degli uffici postali e hanno rilevato criticità e disagi. E a proposito delle lunghe file che si creano fuori dalle sedi il nostro obiettivo è tutelare anche la salute delle persone”.

 

Anci Umbria ha quindi ritenuto opportuno intraprendere questa azione corale, come è stato poi sottolineato dal presidente.”Siamo uniti – ha spiegato – perché riteniamo che Poste italiane sia un servizio essenziale e come tale deve essere erogato e garantito in tutti i territori. Servizi che ad oggi non hanno ripreso la piena operatività nei vari comuni e in altri addirittura sono completamente chiusi”.

Tra i comuni umbri più penalizzati – è stato spiegato – ci sono quelli dove c’è alta concentrazione di popolazione anziana o dove ci sono scarsi collegamenti internet e di trasporti. “A maggior ragione dobbiamo tutelare anche queste comunità” ha dichiarato il coordinatore dei piccoli comuni di Anci Umbria Federico Gori, sindaco di Montecchio. “Sono i territori marginali – ha proseguito – le aree interne e i piccoli comuni che necessitano di maggiore attenzione, per mantenere vivo quello che in alcuni casi è uno dei pochi servizi rimasti attivi”.