Concluso e consegnato il progetto architettonico del nuovo teatro Verdi di Terni, ora all’esame della Soprintendenza. Entro pochi giorni, come da contratto, lo studio Amaa, vincitore del concorso di progettazione, consegnerà l’intero progetto definitivo.

La novità più consistente, come ha spiegato in una conferenza stampa il sindaco, Leonardo Latini, è che grazie ad un finanziamento di 2,3 milioni della Fondazione Carit “è stato possibile implementare le azioni comprese nel primo stralcio funzionale”. Questo, già finanziato, comprendeva la demolizione e lo smontaggio dell’edificio novecentesco e della torre scenica (tranne la facciata ottocentesca) e la realizzazione nella parte sottostante della sala del ridotto. Verrà ora anticipato nel primo stralcio “anche la costruzione dell’involucro del nuovo teatro”.

 

La seconda novità riguarda la realizzazione sulla parte posteriore del teatro, su largo Sant’Agape, dell’ingresso per il ridotto. La nuova piazza sarà così immediatamente riqualificata e potrà essere vissuta dai cittadini con nuove funzioni, anche come spazio per eventi. Entro il 2021 dovranno essere assegnati i lavori, che inizieranno all’inizio del 2022. Per quel che riguarda i finanziamenti relativi al secondo stralcio, il Comune ha di recente partecipato a un bando su fondi del Pnrr.

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE CARIT, LUIGI CARLINI, SULLA REALIZZAZIONE DEL TEATRO GIUSEPPE VERDI

“La Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni ha deliberato un finanziamento di 2.300.000 € per il primo stralcio funzionale per la realizzazione del Teatro Giuseppe Verdi di Terni. La deliberazione è stata presa nell’ambito del Fondo grandi iniziative previsto nel Dpi 2021 e nel programma pluriennale di attività 2021-2023.
Il finanziamento di Carit va a coprire un terzo della spesa prevista. Si tratta di un impegno cospicuo e importante ma direi un obbligo d’affetto di un’istituzione come Carit verso un’istituzione culturale il cui ruolo è stato sempre al centro della vita sociale e artistica della nostra città. Sono due le ragioni che hanno spinto la Fondazione Carit nella sua deliberazione: la consapevolezza di restituire al godimento del pubblico un Teatro prestigioso come il Giuseppe Verdi, primo in Italia e in Europa ad avere un impianto di illuminazione elettrica già nell’Ottocento, la cui bellezza architettonica costituisce un richiamo anche sul piano estetico. La seconda ragione risiede nel dovere, che tutte le istituzioni avvertono in questo momento difficile, di contribuire a rivitalizzare la vita sociale nella stagione post-pandemia. E il teatro è un luogo d’elezione in cui ogni società civile si può agevolmente riconoscere.