L’Umbria si conferma anche in quest’ultima settimana tra le regioni con incidenza più bassa di casi Covid per 100 mila abitanti, seconda solo dopo Molise e Provincia autonoma di Bolzano. E come tasso di letalità (quota dei deceduti rispetto al totale dei positivi), secondo l’aggiornamento del Ministero della salute, tra le ultime regioni, per la precisione sestultima con un 2,5% (media italiana del 3%).

Un quadro fornito dai tecnici del Nucleo epidemiologico regionale Marco Cristofori e Carla Bietta nel corso del consueto aggiornamento sull’andamento epidemiologico in Umbria. Cristofori ha sottolineato un “leggero aumento” degli attualmente positivi, evidenziando comune che è stato “lasciato ormai alle spalle il picco di 8 mila in piena fase di terza ondata”.

L’andamento dell’incidenza per 100 mila abitanti vede come media regionale 78,26 casi (80,67 una settimana fa). Tutti i distretti sanitari sono sotto quota 150, a parte l’Alto Chiascio (153). Tra i comuni è Montefalco l’unico sopra 200. Dati confortanti ma per Cristofori occorre avere “uno sguardo attendo su come evolveranno i prossimi giorni”. Perché – ha spiegato – “dobbiamo aspettarci un aumento dell’incidenza visto il rallentamento delle restrizioni”.

Con la curva epidemica che scende, se pur lentamente, Bietta ha sottolineato che i soggetti fino a 24 anni hanno una “coda di risalita dei contagi anche perché fasce di età dove non c’è impatto del vaccino”, con un’incidenza sopra il dato medio regionale. Gli over 70 e più anziani si attestano invece al di sotto della media. I decessi, ha infine sottolineato Bietta, “sembrano fermarsi un po’, con pochi casi al massimo che interessano la popolazione”.