Si chiama “Pass” (Posto di assistenza socio sanitaria), ed è una strutture campale di tipo “poliambulatoriale” per l’assistenza socio-sanitaria ai cittadini in caso di emergenze, in dotazione da oggi del Centro regionale di Protezione civile di Foligno. La struttura, acquistata dall’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze), con risorse messe a disposizione dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, è stata consegnata ufficialmente al Centro di Protezione civile della Regione Umbria.

Obiettivo dei Pass è quello supportare il Sistema sanitario regionale nel’eventualità di un evento calamitoso, ripristinando nel più breve tempo possibile un livello di assistenza sanitaria e psicosociale più vicino possibile alla normalità, grazie alla creazione di una “cittadella sanitaria”.

La configurazione del Pass è di fatto quella di un poliambulatorio campale che prevede nella versione base ambulatorio di medicina generale, ambulatorio pediatrico, ambulatorio per l’assistenza psicologica, ambulatorio infermieristico, consultorio per assistenza sociale, area di gestione e coordinamento, area di accoglienza e registrazione pazienti.

Fanno parte della struttura 11 container Iso20 (metri 6×2,5) con varie destinazioni, quali: una sala attesa; un bagno; una segreteria; una sala operatori zona notte; una sala operatori zona giorno; cinque ambulatori; un magazzino.

Il nuovo Pass era stato stoccato presso il magazzino di Fosdinovo (Massa Cassara), ma con accordo tra AnpaS e Regione Umbria, è stato trasferito presso il Centro regionale di Protezione civile di Foligno, polo baricentrico per tutta la nazione e preso in carico da Anpas regionale Umbria. Da qui potrà essere gestito e inviato nelle zone di emergenza per l’assistenza alla popolazione coinvolta.

“Questa nuova struttura è di fondamentale importanza – ha sottolineato l’assessore Melasecche – per l’assistenza ai cittadini in caso di una qualsiasi emergenza, e va ad arricchire la dotazione delle strumentazioni di Protezione civile, al servizio non solo della comunità regionale, ma anche nazionale”.