Proteggere dalle piene, alimentare gli impianti irrigui a sostegno dell’agricoltura, produrre energia elettrica: sono queste le “principali funzioni” della Diga sul fiume Chiascio. Ma sono “grandi i benefici” anche in termini ambientali, per il maggior rispetto dei fiumi e del sottosuolo, paesaggistici e turistici, grazie ad un’opera che ha completato i lavori per la realizzazione dopo 40 anni dall’inizio.

A sottolinearlo la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e il vicepresidente, Roberto Morroni, nel corso di una videoconferenza stampa per l’inaugurazione dell’avvio della prima fase degli invasi sperimentali propedeutica all’entrata in esercizio della diga. Tesei ha ricordato che è “il settimo impianto in Europa per capacità di invaso”.

 

Si parla di un lago lungo 20 chilometri, “con capienza e capacità di sviluppo turistico notevoli” come ha evidenziato Stefano Nodessi Proietti, della direzione governo del territorio, ambiente, protezione civile della Regione. Diga che per Nodessi “metterà in sicurezza la regione per i prossimi 50 anni da eventi naturali come siccità e alluvioni”.

Il direttore dell’Eaut-Ente acque umbre-toscane, Andrea Canali, ha fornito alcuni numeri come l’altezza della diga (68 metri) e il volume complessivo, 6 milioni di metri cubi. E’ pari invece a 7 milioni di kw annui la capacità di produzione energetica. Il sottosegretario alle politiche agricole Francesco Battistoni, intervenuto anche lui alla presentazione della fine lavori, ha spiegato che “il ministero è molto attivo sul fronte delle opere idrauliche e che si rifanno ai sistemi idrici. Anche con il nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo stanziato risorse in questo senso”. Battistoni ha poi ricordato i 34 milioni spesi per il progetto della diga e le altre risorse stanziate anche in passato.