Due sculture del Cinquecento, risultate parte di vari beni di arte sacra rubati nel 2001 nella chiesa di San Michele Arcangelo di Monzambano (Mantova), sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Perugia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Terni.

Si tratta di due angeli in legno dorato e policromo nella disponibilità – riferiscono gli investigatori – di un antiquario orvietano indicato al momento come ‘possessore in buona fede’.

Sono stati recuperati presso un deposito di spedizioni di Marghera (Venezia), poco prima che fossero trasportate all’estero – è emerso sempre dall’indagine – per essere vendute all’asta.

I carabinieri sono stati coinvolti grazie alla segnalazione dell’Ufficio esportazione della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza, interpellato per valutare la richiesta di rilascio della licenza di esportazione avanzata da una ditta veneta specializzata nel trasporto e nella spedizione di opere d’arte. La chiara funzione devozionale dei manufatti, l’epoca di realizzazione e la pregevole lavorazione, hanno indotto un controllo più approfondito da parte dei militari. Le immediate verifiche svolte nella ‘Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti’, il più grande database di beni culturali rubati esistente al mondo gestito dal comando Tpc, e il confronto con la documentazione fornita dall’Ufficio scaligero del ministero della Cultura, hanno dato esito positivo.

L’esecuzione del provvedimento urgente di sequestro, avvenuta presso il deposito della laguna veneta, ha permesso di recuperare le sculture ancora imballate e pronte per essere trasferite presso una nota casa d’aste europea.

Gli investigatori cercheranno ora di ricostruire la catena dei vari passaggi di mano delle opere con l’obiettivo di risalire, attraverso l’individuazione del ricettatore, anche agli autori del furto.