“Ci ha lasciato Francesco Innamorati la cui vita è fortemente legata alla lotta per la democrazia e alla storia della nostra Regione”. Così la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, lo ha voluto ricordare in un suo messaggio.

“Ricordo il nostro incontro in occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Regione Umbria, nella sala dei Notari di Perugia – ha scritto la presidente Tesei -. Costante nella sua vita, infatti, l’impegno politico e sociale che tra l’altro lo ha portato a far parte del primo consiglio comunale perugino del dopoguerra, ad essere eletto nella prima legislatura regionale contribuendo anche alla stesura dello Statuto della Regione Umbria, nonché a ricoprire il ruolo presidente dell’Anpi. A nome mio e dell’intera Regione il più sincero cordoglio”.

 

“Con la morte di Francesco Innamorati perdiamo una mente storica, lucida ed importante del regionalismo italiano. La sua impronta nel primo Statuto della Regione Umbria rimarrà indelebile nel tempo”.

Così il presidente dell’Assemblea legislativa, Marco Squarta, esprime il suo cordoglio per la morte dell’avvocato Francesco Innamorati, avvenuta la scorsa notte, ricordandolo come “uno dei più importanti padri fondatori della Regione Umbria” e “protagonista assoluto all’interno del primo Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, in qualità di vice presidente”.

Il presidente Squarta ricordare – in un comunicato della Regione – la presenza di Francesco Innamorati, lo scorso 20 luglio, nella nella sala dei Notari di palazzo dei Priori a Perugia in occasione della cerimonia per il cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Regione: “Dal suo intervento – osserva Squarta – traspariva una passione autentica e viva per un’attività amministrativa lungimirante che ha saputo guardare al futuro e al bene comune”.

 

Il capogruppo del Partito democratico Tommaso Bori, anche a nome degli altri consiglieri Dem, esprime il cordoglio e la vicinanza alla famiglia di Francesco Innamorati, deceduto nel corso della notte.

Con la sua scomparsa, scrive Bori, “l’Umbria perde una persona straordinaria, un testimone autentico e appassionato del movimento antifascista che, con il suo impegno civile e politico, ha saputo alimentare, nel solco tracciato dalla Resistenza, la memoria e valori della Costituzione e della vita democratica”.