Venti alveari alla storica acciaieria di Terni, per monitorare l’inquinamento nell’ area circostante. Analizzando il miele prodotto, sarà possibile scoprire le concentrazioni di metalli pesanti. Lo rende noto l’azienda con un comunicato.

All’Acciai speciali Terni, storica azienda siderurgica italiana, sono stati installati due apiari da 10 alveari ciascuno, con colonie di api italiane autoctone (Apis mellifera ligustica). Si tratta della specie più indicata per perlustrare il territorio circostante, reperire dall’ambiente eventuali inquinanti e individuare così le aree sensibili per lo sviluppo di una rete di monitoraggio.

Attraverso l’esame dell’alimento prodotto dalle api è possibile stabilire le quantità di metalli pesanti presenti nell’atmosfera delle città. Piombo, nichel, cadmio sono assorbiti dal metabolismo dell’”Apis Mellifera” selezionate per individuare i livelli massimi metalli nell’atmosfera, trasformando così i piccoli insetti in dei veri e propri bio-indicatori.

Gli insetti non subiscono alcun danno per fornire informazioni: basta analizzare il polline raccolto e il miele e la cera prodotti per valutare la presenza di elementi come il fluoruro, il piombo, lo zinco, il naftalene e persino composti radioattivi come il cesio, il trizio e il plutonio. E dal momento che questi imenotteri visitano migliaia di fiori in un solo giorno, di solito in un raggio stretto di fino a 3 km attorno alla loro casa, sono in grado di restituire un sistema di valutazione fortemente localizzato.

Sono diversi i progetti che hanno previsto l’utilizzo delle api come “sentinelle” dell’ambiente” nel mondo: a Bologna, a Roma, a Vancouver, addirittura a Chernobyl le api sono state ingaggiate per capire lo stato del territorio dopo il disastro nucleare.

Per realizzare questo progetto, Acciai Speciali Terni ha stretto un’intesa con il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università di Perugia.