Poche ore dopo il comunicato ufficiale della Gdf circa l’operazione in materia di tutela ambientale messa in atto nella zona di Avigliano Umbro, arriva – tramite lo studio legale Passoni – la replica della società.

“In merito alle notizie apparse sui principali organi di informazione in data odierna, aventi ad oggetto un sequestro di rifiuti operato dalla guardia di finanza presso Avigliano Umbro (Tr) alcune testate giornalistiche, in relazione all’episodio, hanno erroneamente parlato di ‘cimitero di rottami’ o di ‘attività illecita di gestione rifiuti’ comunque rappresentando circostanze non del tutto inerenti la realtà dell’accaduto. In merito alle contestazioni dalla guardia di finanza rilevate, risalenti a quasi un mese fa, si evidenzia, innanzitutto, che trattasi di società regolarmente autorizzata allo svolgimento delle attività di raccolta, classificazione, trattamento e commercio rottami ferrosi da parte del Comune di Avigliano Umbro, della Provincia di Terni e della Regione Umbria, ciascuno per le rispettive competenze, rappresentando importante realtà del settore, peraltro a rilevanza interregionale. Le contestazioni mosse, riguardano rifiuti non pericolosi il cui stoccaggio temporaneo e la movimentazione è regolarmente autorizzata, nelle aree di riferimento, risultando proprio il core business della società che opera, con successo, dagli anni ’80. Ciò che veniva contestato dal personale della Gdf nel sito dove viene svolta l’attività, era solo un’altezza ritenuta troppo elevata dei cumuli dei rottami stoccati che avrebbe potuto rappresentare pericolo per l’incolumità dei lavoratori in caso di caduta accidentale dei medesimi. Tutte le autorizzazioni aziendali, parimenti vagliate dal personale della Gdf intervenuto, sono state considerate idonee e del tutto regolari per l’esercizio dell’attività. Quanto ulteriormente contestato su area limitrofa al sito, nulla ha a che fare con l’impianto di gestione, trattamento e recupero rifiuti della società. Per porre immediatamente in sicurezza i cumuli, il sottoscritto difensore, anche per non pregiudicare il regolare svolgimento dell’attività aziendale con ripercussioni anche sul piano occupazionale, chiedeva ed otteneva dal Gip del tribunale di Terni immediata autorizzazione all’ingresso nelle aree in questione al fine di porre in sicurezza i cumuli oggetto di sequestro, attività già effettuata da tempo. L’intera vicenda avente ad oggetto il sequestro sarà vagliata nei prossimi giorni dal tribunale di Terni in funzione di giudice del riesame delle misure cautelari reali. La società – conclude – sta comunque regolarmente adempiendo, anche con l’ausilio di tecnico specializzato, alle prescrizioni impartite dall’Arpa senza alcun pregiudizio per l’attività, in regolare e consueto svolgimento, secondo tutte le vigenti normative di settore”.