Nei giorni scorsi è giunta presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Terni una lettera, molto cortese, con la quale una mamma chiedeva di poter conoscere se vi fossero motivazioni particolari alla base di un controllo effettuato nei confronti del proprio figlio minore per strada, nel centro di Terni, da una pattuglia dei Carabinieri. In particolare, alla signora interessava sapere se quello dei militari fosse stato un controllo “mirato” oppure semplicemente occasionale, motivato dalla “preoccupazione di madre” nel temere che il proprio figlio potesse fare uso di sostanze stupefacenti o, peggio, potesse essere entrato in un giro di amicizie poco raccomandabili.

Non una lettera di “lamentela”, dunque, piuttosto la ricerca di un canale di comunicazione privilegiato con quegli uomini in uniforme che, a suo dire, “bene fanno a fare i controlli, che sono giusti e doverosi e che possono essere utili al bene dei ragazzi più giovani”.

 

Nel corso di un colloquio, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Terni ha ringraziato la signora per l’interessante opportunità di confronto e dialogo che ne era derivata, cogliendo l’importanza del “lavoro di squadra” tra gli attori sociali deputati alla formazione dei ragazzi e quelli istituzionalmente deputati al controllo. Infine, l’ha tranquillizzata rassicurandola in merito alla occasionalità del controllo di polizia, effettuato in una zona abitualmente frequentata da spacciatori e tossicodipendenti.

Questi episodi rinfrancano e rafforzano tutti, dal cittadino all’operatore di polizia, creando quei “meccanismi virtuosi” di collaborazione sociale che sono alla base del lavoro delle forze di polizia e di cui, da oltre due secoli, la rappresentazione più prossima al cittadino si ritrova proprio nei Comandi Stazione dell’Arma, disseminati su tutto il territorio nazionale.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Terni rinnova l’invito, a tutti i cittadini, a farsi parte attiva nella costruzione della sicurezza, certi che troveranno sempre l’Arma pronta ad ascoltarli.